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Mercoledì 1 settembre 2004 17:57 Acerra (Na) - Armi chimiche contro i manifestanti di domenica 29
E’ stato orami appurato che i lacrimogeni sparati dalle cd. “Forze dell’ordine” ad Acerra (Na) il giorno dell’ultima manifestazione contro la costruzione dell’inceneritore, domenica 29 agosto, erano formati da Gas CS. Numerosi sono stati i manifestanti che hanno raccolto i bossoli o i candelotti dei lacrimogeni usati e che sono pronti a sporgere denuncia. I candelotti portano tutti la scritta "Candelotto Gas Lacrimogeno al CS”. Dal nome dei chimici Carson e Stoughton che lo sintetizzarono, il gas CS – bandito dal protocollo di Ginevra del 1925 come arma chimica – paradossalmente fa parte degli strumenti per il controllo delle masse in base ad una convenzione del 1993 sottoscritta da 174 paesi. Il gas lacrimogeno al CS è un comune denominatore della repressione poliziesca in tutto il mondo. Usato a Seattle, Quebec, Genova, Londonderry, Waco, Seul, Palestina, Malesia, Perù come in molti stadi per la repressione dei movimenti ultrà. L’utilizzo di questi strumenti per reprimere il dissenso di quasi 30.000 persone che cercano di tutelare il proprio futuro e quello delle generazioni a venire dimostra, ancora una volta ed in maniera sconcertante, come i luoghi del dibattito politico trasparente e democratico siano stati affossati dalla logica emergenziale che dal 1992 accompagna la disastrosa gestione del sistema dei rifiuti in Campania. Quella stessa gestione portata avanti in maniera verticistica attraverso il Commissariamento Straordinario che considera i rifiuti come una “calamità naturale” è assolutamente incapace di rispondere alle domande delle comunità locali. Il Governo e quegli amministratori locali schierati a favore della costruzione dell’inceneritore ad Acerra farebbero bene a considerare il diritto alla esistenza dignitosa ed alla vita delle persone quale prioritario rispetto alla volontà di profitto della Fibe e delle altre società intenzionate a speculare sui territori del Mezzogiorno.
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