La città irreale per una volta si è dimostrata più che reale: aperta e solidale. Così sentenzia Naomi Klein, dopo aver visto la mostra di Venezia divenire testimone silenziosa di un evento quasi straordinario.
I Global Beach, il movimento di lavoratori precari e migranti che si è riunito al Lido nei giorni del festival del cinema organizzando dibattiti e manifestazioni, questa volta hanno superato la barriera che li separa dai divi del cinema. Nel tardo pomeriggio il loro corteo, guidato da un gruppo di migranti di Treviso, arriva di fronte all’hotel Excelsior. Ci sono anche Avi Lewis (che con la moglie Naomi Klein ha presentato sabato il documentario The Take) e Luca Casarini. E il grande albergo, con le sue vestigia inizio secolo e l’efficienza da multinazionale, non li respinge.
La polizia interviene discretamente: stringe i manifestanti in un cordone, ma non li ostacola. Anzi, lascia che raggiungano la terrazza dell’hotel, il luogo dove abitualmente si susseguono, come in una catena di montaggio, le interviste ai protagonisti del festival. Qui migranti e precari vengono accolti con un drink, come si fa con dei buoni ospiti.
Poi, tornati sul viale che porta all’hotel, viene dato loro un microfono. E ognuno racconta la propria storia, storie che vengono da lontano, dal disagio del sud del mondo, dalla povertà del Sud America. Storie di chi, a Venezia, chiede che gli sia data almeno una casa, ovviamente senza pretendere che sia all’ombra del campanile di San Marco.
Alla fine la polizia ha agevolato il ritorno alla spiaggia – campo base - grazie a un nuovo strappo alle regole: via le transenne che proteggono la passerella serale di attori e registi. La strada è libera. Nella serata a Global Beach interverrà Tim Robbins, che presenterà il suo film Embedded, violenta satira sulla guerra in Iraq e sulla manipolazione dei mezzi d’informazione. Seguirà un dibattito con il regista, Naomi Klein e Avi Lewis.