RIMINI - Nel 60° anniversario della battaglia di Rimini, liberato uno spazio nella città blindata dove si vorrebbero imporre celebrazioni di carattere militare che, offendendo la memoria storica della resistenza, legittimino con essa l’intervento militare in Iraq.
Il nuovo spazio sociale, il Laboratorio Sociale P.a.z., è stato occupato dal Collettivo disobbediente riminese Taz di cui pubblichiamo il comunicato stampa.
LA LIBERAZIONE È UNA PRATICA,
NON SOLO UN RICORDO
Perché abbiamo deciso di occupare uno spazio? Sono mesi che un gruppo di persone, provenienti da esperienze umane, politiche, culturali, diverse, accomunate da un sentire comune che Tex Willer riassumeva con il famoso detto "non bisogna essere un’aquila per vedere che questo non è il miglior mondo possibile", hanno iniziato ad incontrarsi e a tessere relazioni. Numerosi sono stati gli argomenti di discussione e riflessione (esperimenti di bio-politica): ad esempio la guerra - vista come un dispositivo totalizzante che si caratterizza da un lato nella produzione delle paure, nella limitazione delle libertà, nella chiusura degli spazi di dibattito, nell’informazione embedded e nell’altro attraverso bombardamenti, morti, distruzione di intere società e terrore - e successivamente al conseguente senso di impotenza che le elaborazioni di queste analisi (mantenute in una dimensione esclusivamente privata) hanno suscitato. Da qui è nato il desiderio di individuare un nuovo terreno pubblico di sperimentazione e partecipazione per uscire fuori dai recinti e dalle finestre della guerra globale permanente alla ricerca di un luogo/spazio di movimento autonomo e libero dagli steccati culturali e dalla politica ufficiale. Un luogo/spazio dove il terreno dell’esemplarità, della ricerca - esodante rispetto al pensiero unico e alla staticità della politica - possa attivarsi e vivere attraverso la produzione di idee e di un conseguente agire bio-politico. Inoltre dalle nostre riflessioni sono scaturite analisi che riguardano la città e il territorio nel quale viviamo; in esse sono più che evidenti da un lato la divisione tra i poteri che le governano e la collettività/società civile e dall’altro l’incapacità della stessa collettività di mettere in discussione se stessa e il meccanismo della delega e della rappresentanza.
Per questo nasce il laboratorio politico del pensiero esodante, il quale si vuole caratterizzare per essere il veicolo, il tramite che da uno stato di immobilismo e appiattimento delle coscienze, si sappia sollevare per affrontare e svelare le problematiche e le incertezze che viviamo nel quotidiano: dai problemi che riguardano il territorio, come la cementificazione/casa, il caro vita, il lavoro, la precarietà, ai problemi più generali e a noi cari come , i migranti, la guerra globale permanente, l’informazione, il neoliberismo, l’ambiente e l’istruzione. È però necessario per poter proseguire questo percorso di ricerca e autogestione la partecipazione e il coinvolgimento di tutte le persone sensibili che abbiano voglia di partecipare alle assemblee, all’organizzazione delle iniziative in una progettualità che non è stata decisa a tavolino (via della gazzella?) ma è sempre in divenire... Occupiamo oggi perché questo giorno ci è sembrato particolarmente significativo in quanto cade all’inizio dei festeggiamenti per il 60° anniversario della battaglia di Rimini che saranno caratterizzati da una "blindatura" della città, dall’allestimento di campi militari/rap camp presso il piazzale del porto e la spiaggia libera adiacente e con tanto di sfoggio di mezzi militari e armi da guerra.
Crediamo che per l’ennesima volta celebrazioni di questo tipo vadano a legittimare o quantomeno a rafforzare coloro che vogliono riscrivere la storia allo scopo squisitamente propagandistico di sfruttare e manipolare un evento storico come la battaglia di Rimini paragonandola ad esempio alla guerra in Iraq. Per questo non volendo riconoscere queste celebrazioni pratichiamo la liberazione per esprimere i nostri desideri, aprire un varco, sabotare la guerra e intravedere "uno spiraglio nella storia".
Via le truppe dall’Iraq, liberi tutti subito!
Collettivo Taz
dal laboratorio sociale occupato P.a.z.
Per contatti:
collettivotaz@virgilio.it
Tel: 3392882848 / 3397688990 / 3333898175 Il Laboratorio Sociale Occupato si trova in via Marecchiese, dopo Spadarolo (frazione di Rimini).
Glomeda Comunicazione
www.glomeda.org