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Qalqilia 15 marzo Carovana in Medio Oriente - La visita al muro

Lunedì 15 marzo 2004

Visita al muro dell’apartheid che circonda la città per una lunghezza complessiva di 14 kilometri. Abbiamo registrato il contributo di Ushama, attivista di Medical Reliefe, nostra guida locale.

Qalqilia è la città più vicina a Israele. La ragione principale per cui i terreni agricoli palestinesi sono stati confiscati è per consentire un collegamento tra Israele e gli insediamenti e quindi costruire, oltre il muro/rete elettrificata, la strada che collega Israele agli insediamenti. Le terre confiscate, ma non utilizzate per la costruzione della strada, sono comunque diventate di proprietà israeliana. Gli insediamenti dei coloni sono stati costruiti "illegalmente" sulla cima delle colline in territorio palestinese. La strada prinicipale che collegava Qalqilia al villaggio situato al di là del muro è stata distrutta in modo da renderla impraticabile per 200 metri, tra una parte e l’altra del muro e altri 100 metri oltre. Il risultato della confisca e poi distruzione delle terre che si vede da una parte del muro è identico a quel che è stato fatto dall’altra. Anche ad uno zio di Ushama è stata confiscata la terra, ormai difficile da raggiungere.

Un villaggio palestinese situato su una collina nei dintorni di Qalqilia ha visto la confisca delle terre a valle che non sono più di proprietà della popolazione locale, ma dei coloni.
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I villaggi intorno a Qalqilia (A’Rasha, Asunathme) sono stati completamente isolati, ridotti a ghetti, ai quali si accede tramite una sola entrata detta main gate.
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Diverse azioni di palestinesi ed attivisti europei contro il muro, come potete vedere dagli slogan di protesta scritti sulla parte bassa del muro. Il muro è alto in totale 11 metri: 3 metri dentro il terreno (fondamenta) e 8 fuori. Possiamo vedere le videocamere poste sopra il muro per tutta la sua lunghezza e le torri di avvistamento disposte a 400 metri l’una dall’altra. Qui difronte al muro c’è anche la rete metallica elettrificata, a cui è molto pericoloso avvicinarsi, come dicono gli stessi cartelli. Da questa parte il muro è stato costruito molto vicino alla Green Line (a circa 200 metri di distanza), ma non esattamente lungo la Green Line. Le terre degli abitanti di Qalqilia sono state confiscate per ben 3 volte: la prima per la definizione dei confini della Green Line; la seconda per la costruziuone dell’autostrada che adesso si trova dietro il muro, che non possiamo vedere, ma di cui forse riuscite a sentire il rumore provocato dal passaggio delle automobili; la terza per la costruzione del muro. L’acqua che scorre a circa 100 metri sotto terra, è uno dei motivi di confisca delle terre di Qalqilia. Su questa strada interrotta dal muro, c’erano cira 300 negozi. Per la vicinanza di Qalqilia a Israele, molti israeliani venivano a comprare in questi negozi. I rapporti tra gli abitanti di Qalqilia e queste popolazioni israeliane erano buoni. ... Per chi vive a Qalqilia, gli spostamenti sono molto difficili come per esempio raggiungere un altro paese e riuscire a rientrare in città nello stesso giorno. Si pensi per esempio al villaggio più vicino che prima della costruzione del muro era raggiungibile in 3 minuti e adesso, potendo passare solo dalla porta principale e quindi dovendo fare un sacco di strada, a causa del muro e delle strade interrotte, lo si raggiunge in un’ora! La gente quindi esce da Qalqilia solo se è strettamente necessario, anche perché adesso la porta di entrata/uscita è aperta, ma qualche volta loro (i soldati) possono decidere di chiudere e di non fare entrare nessuno.
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