Palestina – La scorsa settimana a Rafah un ufficiale israeliano della Brigata Ghivati ha crivellato di colpi a distanza ravvicinata la tredicenne palestinese Ayman Al-Hams.
Alcuni soldati hanno protestato contro il comportamento dell’ufficiale, risponde il capo di stato maggiore, generale Moshe Yaalon, che la bambina, la mattina in cui venne uccisa con ben venti colpi di mitra, si trovava molto distante dal tragitto che avrebbe dovuto percorrere per andare da casa a scuola, forse era stata indotta da militanti dell’Intifada ad avvicinarsi al fortino per distrarre i soldati ed esporli al tiro di cecchini palestinesi.
L’esercito ora sta svolgendo un’inchiesta sull’ufficiale che ha svuotato un intero caricatore sul corpo, già esanime, di Ayman. Ai microfoni della radio delle forze armate, alcuni militari hanno riferito che dopo i primi spari, la bambina giaceva immobile a terra. Intanto nella Striscia di Gaza in 12 giorni di offensiva militare israeliana sono 115 palestinesi uccisi (tra cui una trentina di minorenni).
L’intervista a Michele Giorgio, corrispondente da Gerusalemme.
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