Nell’udienza di questa mattina, conclusasi alle 11.45, sono stati ascoltati solo due dei sei testi previsti. Il primo, Nicaci Alessandro, al tempo autista dell’ex questore di Taranto attivo a Genova in quei giorni, ed il secondo, Serafina Corbascio, vice questore aggiunto di Padova, che il 20 luglio si trovava in servizio in Piazza Portello.
Si è trattata, a detta dello stesso giudice Devoto, di una udienza non direttamente collegata al processo in corso, e proprio per questo i PM sono stati redarguiti dalla corte.
I PM ribadiscono che il loro obiettivo è "ricreare il contesto" di quei giorni, e per questo sono invitati a testimoniare molti testi che poco hanno a che fare con i fatti contestati agli imputati.
E’ proprio questo il tema al centro di questa udienza: cos’è necessario per "ricreare il contesto di quei giorni"? Ancora una volta si è parlato della visione dei filmati.
Di fronte a Serafina Corbascio sono sfilate le immagini delle violenze gratuite della polizia nei confronti dei manifestanti, la teste ha dimostrato scarsa preparazione alla visione, arrivando addirittura a scambiare per barba quello che era sangue sul volto di un manifestante arrestato.
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