Il 16 marzo 2003 Rachel Corrie, cittadina americana, attivista dell’International Solidarity Movement e’ stata uccisa da un bulldozer mentre si opponeva alla demolizione di una casa palestinese. Rachel aveva 23 anni e, come molti altri attivisti internazioali, era qui per lottare contro l’occupazione militare israeliana. Oggi vogliamo ricordare Rachel, Tom, un’altro attivista inglese dell’I.S.M., ucciso dall’esercito israeliano, ma vogliamo ricordare anche tutti gli uomini e le donne, i bambini e gli anziani palestinesi che vivono in quest’enorme zona rossa, in uno stato di vero e proprio apartheid.
Il muro e’ il simbolo della totale violazione dei diritti umani dei cittadini palestinesi costretti a subire quotidiane umiliazioni, continui abusi dell’esercito, l’arroganza e la violenza del governo israeliano. Costretti a partorire e a morire ai check-point. Negli ultimi mesi gli abitanti dei villaggi interessati dal passaggio del muro hanno dato vita ad una grande e costante protesta popolare sostenuti da una fondamentale presenza di attivisti internazionali. Dall’inizio della seconda intifada fino al 10 marzo 2004 i palestinesi uccisi sono stati 2.901, di cui il 19% bambini e l’82% civili. Ogni giorno muoiono dai 3 ai 5 palestinesi.
Oggi in Italia si e’ svolta la terza udienza del processo contro i 26 manifestanti che hanno partecipato alle mobilitazioni contro il vertice del G8 di Genova nel luglio 2001. Durante quelle giornate abbiamo resistito alla loro violenza, alla violenza del potere. In Palestina e’ Genova tutti i giorni e, come per l’uccisione di Carlo, anche per Rachel l’unica inchiesta aperta dall’esercito israeliano si e’ conclusa con l’assoluzione degli assassini.
Everywhere against global war
With Rachel in our heart
Ovunque contro la guerra globale
Con Rachel nel cuore
Carovana per i diritti in Medio Oriente
Delegazione Ass.ne Ya Basta! - Global Project