Volevano pagare la luce per vivere in modo dignitoso: il prefetto Serra risponde con polizia e carabinieri.
Questa mattina(lunedì 25 ottobre) le 50 famiglie che vivono da luglio nel palazzo di via Carlo Felice 69, abbandonato da anni e di proprietà della Banca d’Italia, hanno manifestato in via Nazionale sotto la sede della Banca per chiedere il ritiro della diffida con la quale la stessa Banca impedisce alla Acea di stipulare un regolare contratto con gli occupanti per l’erogazione di energia elettrica.
Polizia e carabinieri già presenti sul posto hanno immediatamente caricato la gente, in gran parte donne, anche anziane e con le carrozzine con i figlioletti, per costringerla a salire sui marciapiedi. A niente sono servite le considerazioni che senza luce non si può vivere, soprattutto in presenza di persone anziane, di bambini appena nati e di persone malate.
Alla "luce" di quanto avvenuto Action precisa che:
Il problema drammatico delle famiglie di via Carlo Felice 69 è ben conosciutoda tutte le autorità competenti, dal Prefetto, dal Sindaco, dal Questore e dall’azienda Acea, avendo già manifestato in passato con il risultato di ottenere solo vaghe rassicurazioni;
Il Prefetto si era impegnato nelle scorse settimane ad affrontare seriamente il tema degli allacci in tutte le occupazioni di stabili di proprietà non pubblica, convocando in data 7 ottobre u.s. una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza a seguito del distacco avvenuto in via dei Volsci 32. In quell’incontro non solo non si è risolto il problema di via dei Volsci, giacché la Acea continua a non voler stipulare un regolare contratto di fornitura di energia elettrica, ma si è di fatto dato il via libera a nuovi prossimi distacchi. L’Acea informa infatti che a partire dai primi di novembre p.v. è in programma un fitto calendario di distacchi, circa 25, in tutta la città.
Questa lista di distacchi è stata fornita alla stessa azienda dal Prefetto Serra lo scorso aprile, con l’intento di spingerla ad interrompere la fornitura di energia elettrica a centinaia di famiglie e a numerosi centri sociali.
Mentre il centro di Roma viene rimesso a lucido per la firma del Trattato europeo tutte le autorità sembrano concordare che le emergenze sociali devono rimanere nascoste come la polvere sotto il tappeto. Il Sindaco alza le mani, l’Acea che è ancora in gran parte a capitale comunale si trincera dietro la diffida della Banca, la Banca neanche si degna di rispondere e il Prefetto manda la polizia. E la povera gente cosa deve fare? Risolvete il problema altrimenti saremo costretti a rovinarvi la festa !
ACTIon Agenzia Comunitaria Diritti
Roma,25 ottobre 2004