MACERATA - Sabato 20 novembre centinaia di studenti delle scuole superiori e universitari hanno sfilato per le vie della città con San Precario in testa al corteo, nonostante le numerose e gravi intimidazioni da parte di alcuni presidi e docenti nei giorni antecedenti alla giornata di mobilitazione .
"No alla riforma Moratti", "Stop precarietà", "No copyright, No Siae": questi gli slogan della manifestazione organizzata dal collettivo studentesco "L’Urlo" insieme al CSA Sisma ed agli studenti e precari dell’universita di Macerata in occupazione a Filosofia. Distribuiti centinaia di cd masterizzati "per protestare contro il copyright e la Siae che bloccano la libera circolazione dei saperi"
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Rassegna stampa
da "Il Messaggero" del 21/11
Alla protesta anche canzoni “pirata”
di LUCIO CRISTINO
MACERATA - San Precario guida la processione. Dietro una folla colorata di studenti liceali e universitari che scandiscono la loro protesta alla riforma «dei saperi» come l’hanno chiamata voluta dalla Moratti e per la «difesa del diritto allo studio laico e libero». Una manifestazione che ieri mattina ha invaso le vie del centro cittadino, partendo da piazza della Vittoria e approdando a piazza Cesare Battisti. Il corteo è stato organizzato dal collettivo studentesco “L’Urlo” insieme ai precari dello Spam (Spazio pubblico autogestito Macerata) e ha coinvolto circa 600 manifestanti. «Manifestiamo per i diritti dello studente afferma uno degli organizzatori, Emanuele Tartuferi e contro la precarietà dei saperi». E gli striscioni, di certo non lasciavano spazio al dubbio: ”La scuola in Italia privata e precaria“, “Niente patti con la Moratti” hanno riassunto in poche parole la posizione degli studenti in merito alla riforma della scuola e del reclutamento universitario. Alla conclusione del corteo in piazza Cesare Battisti, il “San Precario” che ha guidato «la processione», come i manifestanti chiamano la sfilata, ha distribuito gratuitamente circa 200 Cd masterizzati in proprio dagli organizzatori come simbolo di protesta contro «il copyright che blocca la libera circolazione dei saperi, la Siae e il caro-cultura».
da "Il Corriere Adriatico" del 21/11
Un corteo composto da seicento giovani si è mosso alle 9 da piazza della Vittoria “L’urlo” di protesta degli studenti Critiche alla riforma, chiesta più libertà e meno condizionamenti
Una scuola laica, pubblica e gratuita. Così la vogliono gli studenti che ieri hanno manifestato per le vie della città contro la riforma Moratti. Lo sciopero organizzato dal collettivo studentesco "L’urlo", non è passato inosservato, il corteo è partito alle 9 da piazza della Vittoria, i ragazzi hanno cantato, ballato e gridato il loro "no alla scuola dei potenti e dei padroni", coinvolgendo la gente che passava. I commercianti di corso Cavour, via Garibaldi, corso Matteotti e corso della Repubblica sono usciti fuori dai negozi incuriositi dalla musica, dalle voci e dai canti degli studenti, che hanno creato un’atmosfera insolita in un giorno ordinario. In via Garibaldi il corteo si è fermato davanti allo spazio pubblico autogestito allestito la settimana scorsa nel dipartimento di Filosofia e scienze umane. Qui gli studenti e i precari in occupazione hanno ribadito la loro disobbedienza alla guerra, alla mercificazione del sapere, alla scuola privata, al copyright. Poi i giovani hanno raggiunto piazza Cesare Battisti, dove hanno continuato a manifestare per il diritto all’istruzione che "non dev’essere una merce di scambio e deve essere ugualmente accessibile a tutti" e per una scuola che sia in grado di "promuovere la capacità critica e formare persone anziché macchine". Gli studenti hanno protestato anche contro il carolibri, la Siae e il copyright, che rendono inaccessibile una cultura fatta anche di musica, film e libri oltre ai testi scolastici. Per questo sono stati distribuiti alcuni cd masterizzati. "Reddito per tutti guerra per nessuno", "Niente patti con la Moratti", si leggeva su alcuni striscioni portati in corteo dai ragazzi. "Quest’anno lo sciopero è stato più partecipato - ha spiegato alla fine della manifestazione Mattia Benfatto del collettivo "L’urlo" - sono venuti più studenti delle prime, seconde e terze classi, in tutto circa 600 alunni. Molti presidi ci hanno minacciato che non ci faranno fare la gita e ci metteranno brutti voti. Nonostante questo ci siamo mobilitati. Alcuni ci accusano di voler politicizzare la scuola, invece si tratta solo di dire come stanno le cose. Questa riforma è contro il diritto all’istruzione e trasforma la scuola in azienda".
AL.BR.