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Venerdì 3 dicembre 2004 13:48 Roma – Sabato 4 novembre manifestazione
Tra tutti i soggetti precari, gli immigrati sono tra i più sfruttati e privati dei fondamentali diritti: anche chi è riuscito a regolarizzarsi non sfugge da una situazione di ricatto costante, di discriminazione e di abuso.
Anche per ottenere il semplice permesso di soggiorno i lavoratori immigrati sono costretti a umilianti file ed attese fuori dalle Questure, i lunghi tempi di rinnovo costringono a vivere mesi di "sospensione" di diritti minimi: impossibilità di viaggiare e ritornare nel proprio paese, cambiare lavoro e prendere in affitto una casa, aprire un conto in banca o chiedere l’allaccio del gas o del telefono e tentare di far valere i propri diritti nel posto di lavoro diventa un vero "suicidio". Per chi non è riuscito ad ottenere la regolarizzazione la situazione è chiaramente ancora più drammatica: il lavoro è in nero, il caporalato dilaga verso nuove forme di schiavismo, e la minaccia di finire, senza aver commesso nessun crimine, in veri e propri lager, quali sono i Centri di Permanenza Temporanea.
A Roma, quindi, domani, sabato 4 dicembre, la manifestazione chiede:
la chiusura definitiva dei CPT, veri e propri Lager
l’abrogazione della Legge Bossi-Fini, senza che si torni alla precedente Turco-Napolitano e alla cultura che l’ha ispirata
la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
una legge in materia d’asilo politico che tuteli realmente i richiedenti e i rifugiati
una cittadinanza di residenza e il diritto di voto per tutti i migranti
la libertà di circolazione e la regolarizzazione permanente per tutti i migranti presenti in Italia - il rilascio e il rinnovo immediati di tutti i permessi e delle carte di soggiorno
fermare tutte le espulsioni e gli accordi di riammissione
Per maggiori informazioni si veda il sito del Progetto Melting Pot Europa.
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