NEWS

Lunedì 7 febbraio 2005 20:19 4 more years, Washington, National Conference of Organized Resistance

Dal 3 al 6 di febbraio si è tenuta a Washington la National Conference of Organized Resistance (NCOR), giunta quest’anno all’ottava edizione. Ogni anno infatti, alla American University della capitale nordamericana, diversi collettivi universitari organizzano l’incontro nazionale che raccoglie diverse realtà del movimento statunitense. Decine i workshop in questi giorni: dallo zapatismo all’animalismo, dalla lotta per i diritti dei palestinesi alla solidarietà con i movimenti latinoamericani, dalle lotte antirazziste alla azione diretta, dall’attivismo vegano alla rete di People Global Action. Un patchwork di realtà diverse tra loro ma che cercano la via del dialogo nazionale per l’affermazione di reti di cooperazione nella resistenza quotidiana alla guerra globale e permanente. Global Project ha partecipato ai lavori e raccolto alcune testimonianze.

Estacion Libre

Estacion Libre, nasce dall’iniziativa di due attivisti di origine latina, che nel 1997 vollero aprire uno spazio di lavoro e di incontro a Sancristobal per permettere ai giovani delle comunità emarginate degli Stati Uniti di incontrarsi e di incontrare gli zapatisti. Questa esperienza è cresciuta nel tempo ed ogni anno almeno due delegazioni arrivano in Chiapas con l’intenzione di conoscere e incontrare le diverse forme di lotta e costruzione che crescono nel Chiapas "di sotto". La relazione tra i partecipanti a questi progetti e le comunità zapatiste ha rafforzato molte relazioni nel movimento USA, ha portato la parola e l’esperienza zapatista all’interno delle comunità di colore delle metropoli del nord come un punto di riferimento per costruire iniziative di ribellione.

Ashanti Alston, prigioniero politico per 13 anni per la sua partecipazione al Black Liberation Army, è un organizzatore ed attivista di Estacion Libre, lavora a Brooklin e attraversa spesso gli Stati Uniti per organizzare i giovani di colore. Per lui lo zapatismo significa la possibilità di pensare una resistenza costruttiva, l’autodeterminazione delle comunità nere, il valore dell’autodifesa senza il mito del militarismo. In una contaminazione piena di energia, l’esperienza del Black Panthers Party e quella dell’Esercito Zapatista si mescolano con il comune denominatore di una lotta contro il disprezzo e l’oblio, neri, latini, asiatici, indigeni, affermando la dignità negano il potere che li opprime. Il dibattito sullo zapatismo è aperto più che mai all’interno del movimento. I workshop che hanno come tema lo zapatismo sono sempre pieni, almeno 100 persone. L’ispirazione e il contatto diretto producono l’effetto di ravvivare le energie di molti attivisti e collettivi. Di fronte alla distruzione del tessuto sociale prodotta dal neoliberismo, di fronte alla guerra permanente ed al bio-potere più invadente, lo zapatismo rappresenta una opzione possibile, dai ghetti urbani alle comunità rurali. Parlare di memoria e di dignità, permette di recuperare la memoria delle lotte negli Stati Uniti, la possibilità di autogestire la salute, l’educazione, il lavoro, là dove il neoliberalismo ha lasciato solo precarietà e privatizzazione.

Un’intervista con Ashanti Alston ci offre il suo punto di vista sul significato dello zapatismo all’interno degli Stati Uniti, cosa vuol dire essere zapatisti urbani nelle metropoli della ricchezza sociale e precarietà materiale all’alba del secondo mandato di Bush. Conclude Ashanti illustrandoci il rapporto tra le comunità di colore e l’attivismo bianco. Un rapporto difficile, dovuto alla separatezza imposta dal paternalismo bianco e dalle condizioni materiali delle diverse comunità.

audio

Alvaro Reyes, integrante colombiano di Estacion Libre, nonchè ricercatore alla Duke University in North Carolina, ci spiega il distacco tra l’attivismo statunitense più giovane e il mondo intellettuale, il rifiuto da parte delle giovani generazioni del dibattito di idee all’interno del movimento. Una conseguenza, ci spiega Alvaro, del bombardamento informativo attraverso i mezzi di comunicazione che fanno da spalla all’intellettualismo ufficiale volto ad appoggiare la politica ufficiale del regime di Bush.

audio

estacionlibre.org

LeftTurn, notes from global intifada

Il progetto di LefTurn nasce dall’esigenza di creare una rivista che promuovesse il dibattito di idee e opinioni all’interno del movimento. Max Uhlenbeck, editorialista del magazine, spiega che il dopo Seattle ha aperto le porte alla creazione di una nuova generazione di movimenti. L’11 settembre ha stravolto tutto, rompendo la tendenza della costruzione di reti nazionali contro il neoliberismo e frammentando il movimento. A tutto questo, fa da sfondo la mancanza di un dibattito politico capace di creare nuovi linguaggi e pratiche che riescano a rompere la dinamica dello spontaneismo diffuso. "Un magazine del movimento per il movimento", LeftTurn si propone come rivista bimestrale che possa raccogliere la produzione intellettuale del movimento contro la guerra negli Stati Uniti.

leftturn.org

CIW, Coalition of Immokalee Workers

Nel sud ddela Florida, centinaia di lavoratori latini occupano le grandi distese di campi raccogliendo in prodotti agricoli per le grandi corporation alimentari. Tra questi vi sono i raccoglitori di pomodori della Taco Bell. Dieci o dodici ore al giorno, straordinari non pagati, 25 anni senza alcuna modifica al prezzo del prodotto che questi lavoratori agricoli specializzati vendono alla Taco Bell e la proibizione per legge all’organizzazione sindacale. Questa la situazione che ci descrive Gerardo Reyes Chavez che parla apertamente di moderna schiavitù. “Alla minima protesta, i padroni, molto simili ai caciques latinoamericani ci minacciano. E’ già successo che ci puntassero contro le armi”. Nel workshop che hanno realizzato durante l’NCOR, i lavoratori della CIW descrivo minuziosamente il moderno sistema di sfruttamento che oggi si realizza all’interno della produzione agricola negli Stati Uniti. La postmodernità della ricerca biotecnolgica, della selezione delle semenze, dei sistemi di irrigazione e sfruttamento intensivo della terra associata agli antichi metodi di sfruttamento della mano d’opera economica e senza alcuna forza contrattuale dell’immigrazione, spesso illegale, dei paesi latinoamericani. Nel 2001, la CIW lancia il boycott alla Taco Bell. Quest’anno la CIW ha cominciato a denunciare le connessioni tra la Taco Bell e la corporation alimentaria YUM! Brand Inc., che con i suoi 24 miliardi di dollari di fatturato annuale, risulta essere la più grande multinazionale dell’alimentazione (più importante anche di McDonalds). In tre anni, il boycott ha raccolto un vasto appoggio da parte di altre organizzazioni, ma anche da parte del mondo artistico, studentesco e politico. Per il mese di marzo, dal 28 febbraio al 12 marzo, la CIW ha organizzato la 2005 Taco Bell Truth Tour. La prima settimana, una delegazione dell’organizzazione visiterà diverse città statunitensi per far conoscere la mobilitazione in Florida. La seconda settimana prevede la presenza a Louisville, KY, casa della YUM! Brand Inc., dove si realizzeranno una serie di conferenze di diffusione e il “Reverse Reality Tour”, durante il quale i lavoratori visiteranno i luoghi di vita quotidiana degli esecutivi e dirigenti della Taco Bell.

“Quando abbiamo cominciato ad organizzarci perché riconoscessero i nostri diritti, ci siamo resi conto che gli interessi che ci tenevamo così, senza alcun diritto e minacciati costantemente dai padroni, vanno a parare molto più in alto della guardia bianca che abbiamo difronte ogni giorno nei campi. Il nostro problema è locale ma ha forti connessioni globali. La soluzione inevitabilmente va cercata in quell’ambito [...] Per noi è stato motivo d’orgoglio poter aprire il grande corteo contro l’ALCA di Miami nel novembre del 2003.”.

audio

ciw-online.org

Critical Resistance

Ancora una volta ci scontriamo con la dura realtà delle carceri in America, la complessa realtà del PIC (Prison Industrial Complex). Un grande business che vive e specula sulla vita di centinaia di migliaia di persone che finiscono in carcere per il semplice fatto di esistere. Neri e latini rappresentano oggi la maggioranza della popolazione carceraria. Un business che coinvolge le grandi imprese private, come la CCA (Corrections Corporation of America), che rappresenta l’icona del privato impegnato nella costruzione di complessi carcerari privati. IK, una compagna afro-americana di Critical Resistance, ci spiega la connessione tra l’industria privata e la sfera pubblica, rappresentata dal potere esecutivo e legislativo, completamente subordinata al PIC. La stessa impresa, ci spiega IK, è impegnata nella costruzione di centianaia di CPT in tutto il paese. La costruzione di queste strutture è aumentata dopo l’11 settembre. Con celle d’isolamento e sistemi di controllo ipertecnologici, le persone che vi vengono rinchiuse sono completamente tagliate fuori dal mondo, senza alcuna possibilità di comunicazione con avvocati o familgiari. Infine, IK, ci dà un panorama della situazione di centinaia di reduci della guerra in Iraq, della frustrazione e della violenza che riproducono qui, negli States, a casa loro. Una situazione che evidentemente favorisce la descomposizione sociale necessaria a mantenere divise le comunità e favorire il business della guerra e del PIC. Sono le donne, alla fine di questa catena di repressione, a pagare il costo più alto, incarcerate, oggetto di violenza da parte della polizia e degli uomini in casa, molte decidono di reagire. Critical Resistance promuove progetti di autogestione, autodifesa, coscientizzazione per donne di colore nelle comunità povere di New York.

audio

Mental Werfare/Immortal Tecnique

Sabato sera ci troviamo in un locale, Cafè Jamail, in quartiere popolato dalla comunità nera e latina di Washington. Negli anni settanta, alcuni attivisti aprirono questo posto con l’intenzione di creare uno spazio sociale per il quartiere. Nello spazio, oltre alle iniziative culturali, si è crasciuta una cucina comunitaria che offre la colazione gratuita ai bambini del quartiere. Ora vi lavorano alcuni giovani neri che continuano il progetto. La serata cui assistiamo è un’iniziativa di finaziamento per il magazine LefTurn. In fondo alla sala, si presenta un’impegnato SlamPoetry. Diverse persone salgono sul palco e lanciano messaggi contro l’impero della guerra, del consumismo, del razzismo e della segregazione razziale. E’ sorprendente il numero di gruppi musicali impegnati che stiamo incrociando. L’Hip Hop da queste parti detta il ritmo della ribellione, sfonda il silenzio del mainstreaming sulla quotidianità di migliaia di persone escluse dal benessere apparente. Tra questi gruppi, Immortal Tecnique rappresenta certamente un’icona. Hip Hop nero, cento per cento contro, raccoglie la voce di Mumia Abu Jamal, denuncia il controllo sociale della comunità attraverso la droga, restituisce voce a chi, dentro i quartieri che altri vorrebbero compatibili, non vuole accettare il destino della precarietà.

audio (revolutionary intro)

audio (the point of no return)

immortaltecnique.com

Il 12 dicembre scorso, il collettivo Mental Warfare, collettivo che raccoglie diverse realtà artistiche alternative a Washington, organizza un concerto in un locale privato, per raccolgiere fondi per le comunità zapatiste. In concerto dodici gruppi diversi, tra i quali Immortal Tecnique. Nel corso della serata, la polizia si presenta sostendendo l’esistenza di alcuni problemi. A fine serata, l’incasso di tremial dollari sparisce, i compagni rimangono di stucco. La sede di Mental Warfare viene forzata e i computer perquisiti. Il racconto di Luis di MW.

audio

mentalwarfare.net

Lunedì 7 febbraio 2005 14:33 Iraq - Sono passati tre giorni dal rapimento di Giuliana Sgrena

Iraq - Sono passati già tre giorni dal rapimento della giornalista del quotidiano Il Manifesto, Giuliana Sgrena. Nella speranza che Giuliana ritorni al più presto libera, ci sembra necessario proporre alcune riflessioni: “Questa drammatica vicenda ci mostra lo  (...)

Lunedì 7 febbraio 2005 14:27 Spagna - Regularización sin condiciones!

Oggi, lunedì 7 febbraio 2005, inizia nella penisola iberica quella che viene definita la più grande sanatoria mai messa in atto nel paese: la settima regolarizzazione dal 1991 permetterà a quanti, incensurati, lavorano da almeno sei mesi - a partire dall’8 agosto 2004 -  (...)

Lunedì 7 febbraio 2005 14:22 Francia - Stop deportations!

Lo scorso 15 dicembre sul volo Parigi/Dakar della compagnia Air Horizons un cittadino congolese sta per essere rimpatriato: questi urla, piange e si dimena; in risposta la polizia lo sbatte contro i sedili, per terra, gli ficca un guanto in bocca, lo prende a schiaffoni.  (...)

Lunedì 7 febbraio 2005 14:12 Conegliano (TV) - ... ancora sull’iniziativa di sabato 5 febbraio

Lo scorso sabato gli attivisti del Cso Rebelde hanno dato vita ad un’iniziativa di riappropriazione dei saperi, distribuendo dvd masterizzati all’interno del negozio locale della catena Blockbusters. L’iniziativa però ha subito l’intervento  (...)

Lunedì 7 febbraio 2005 14:08 Treviso - No alle cave!

Il 31 dicembre 2004 è finalmente scaduta l’autorizzazione di escavazione di ghiaia concessa alla Biasuzzi Spa per la cava "Padernello" che ha prodotto un buco di oltre 300.000 metri quadrati. Purtroppo la Biasuzzi ha chiesto alla Giunta Regionale del Veneto una proroga di  (...)

[ Torna su ]
Ricerca per argomento:
Ricerca libera:
Ricerca geografica:

Sito realizzato da HCE web design - Gestione server e servizi di rete globalproject experimental networks

Tutti i materiali presenti sul sito sono distribuiti sotto licenza Creative Commons

» login «