Il 26 febbraio si terrà a Gradisca D’Isonzo (GO) una manifestazione contro il costruendo Centro di detenzione e identificazione più grande del nord-italia (guarda le foto del progetto), una manifestazione a cui stanno aderendo da tutta Italia molte realtà associative, sindacali, partitiche.
La manifestazione di Gradisca D’Isonzo deve diventare un’occasione di partecipazione e protagonismo di tante realtà che considerano la chiusura e il sabotaggio del CPT di Gradisca come un obiettivo primario per le lotte dei precari di tutta Europa.
Leggi l’appello per la manifestazione
Scarica e diffondi il volantino
Orari dei treni per raggiungere il luogo del concentramento
Scarica e diffondi lo spot "Raggiungi Gradisca - sabato 26 febbraio"
Sabato 26 febbraio - Ascolta le corrispondenze dalla manifestazione
Da quando si è avuto notizia delle intenzioni del Ministero dell’Interno di utilizzare l’area dell’ex-caserma Polonio di Gradisca come luogo per costruire un cpt, le associazioni, i gruppi, i cittadini della regione hanno manifestato più volte la loro contrarietà al progetto. In alcune occasioni (30 gennaio ’04 e 17 giugno ’04) sono anche stati bloccati i lavori di costruzione e compiute azioni di sabotaggio sulle attrezzature utilizzate e sui muri esterni della struttura.
Rassegna stampa sul cpt di Gradisca a cura di MeltingPot
Gli enti locali, Regione, Provincia, Comune, si sono sempre dichiarati contrari all’idea del Cpt. Nonostante ciò, poco o nulla di quello che si poteva fare per bloccare i lavori è stato fatto.
L’apertura del nuovo lager sembra dunque imminente, ma esiste ancora la possibilità di un intervento a livello istituzionale per fare in modo che ciò non accada. Alessandro Metz, Consigliere Regionale dei Verdi, ha inviato una lettera aperta al Sindaco di Gradisca d’Isonzo, al Presidente della Provincia di Gorizia e al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, per sollecitare azioni determinate contro i lavori al CPT di Gradisca d’Isonzo.
Il 26 febbraio a Gradisca scenderà in strada quella stessa moltitudine che nell’ottobre del ’98, a Trieste, fece chiudere il cpt del Porto Vecchio. Sarà in strada per ricordare che la repressione non può fermare il conflitto tra democrazia e guerra, in vista della data del 20 aprile ’05 quando, a Trieste, inizierà il processo di appello contro coloro che in quell’occasione disobbedirono ai divieti per mostrare a tutti la vergogna del CPT triestino, subendo pesanti condanne malgrado quella stessa struttura venisse poi chiusa proprio in seguito alle proteste (unico caso in Italia).
Nell’ottobre del ’98, la manifestazione di Trieste segnò una svolta nel movimento che lottava contro i cpt. Per la prima volta i manifestanti decisero di proteggere i loro corpi contro le brutali cariche della polizia. Centinaia di scudi in plexiglas, che riportavano il nome di Semira Adamu (uccisa su un’aereo in Belgio durante la sua deportazione fuori dall’Europa), permisero a manifestanti e giornalisti di entrare dentro il Porto Vecchio di Trieste svelando la vergogna del lager che era stato costruito al suo interno. In seguito a quella manifestazione, pochi giorni dopo, l’allora Ministro dell’Interno Rosa Russo Iervolino, decretò la chiusura di quel cpt. Ancora oggi, quella manifestazione dimostra che chiudere i cpt è possibile.
Guarda le foto della manifestazione del ’98
Il Senatore Fulvio Camerini partecipò a quella manifestazione che ancora oggi ritiene sia stata "salutare". Ascolta
Le rivendicazioni dei diritti di cittadinanza per tutt*, delle lotte quotidiane per la conquista di reddito, passano necessariamente per il percorso che dalle strade di Parma arriva a Gradisca e volge verso gli appuntamenti europei del 2 Aprile e dell’EuroMayday ’05.
Il servizio di Fabio, GlobalProject Trieste.
audio 01
22 febbraio - Il Consigliere Regionale dei Verdi del Friuli Venezia Giulia Alessandro Metz, è ritornato nuovamente a chiedere un intervento da parte della Giunta Regionale sulla questione del CPT di Gradisca. In un comunicato stampa diffuso oggi, Metz chiede agli amministratori competenti un atto di coraggio che porti al sequestro del cantiere del CPT e in particolare si rivolge all’Assessore con delega all’immigrazione Roberto Antonaz (Rifondazione Comunista) richiedendo un atto conseguente alle sue affermazioni di contrarietà verso il CPT.
Leggi il comunicato
Ascolta l’intervista a Alessandro Metz
23 febbraio - Corrado Altran, Consigliere comunale di Monfalcone, afferma che in una recente riunione avvenuta in Regione con i capigruppo di maggioranza, con esponenti dell’avvocatura della Regione stessa e con i collaboratori dell’assessore Antonaz, è stata comunicata e resa nota a tutti la possibilità di poter avviare in tempi brevi una procedura di ricorso che porterebbe al sequestro del cantiere del Cpt di Gradisca per abuso edilizio. Fino ad oggi però nessuno ha ancora compiuto qualche atto in questa direzione.
Ascolta
Attraverso un comunicato stampa, gli Sportelli degli Invisibili e la Rete del Precariato Sociale – Nordest, avvertono gli enti regionali competenti del poco tempo ormai a loro disposizione per ristabilire la legalità sul territorio da loro amministrato e chiedono di accelerare la loro azione per bloccare l’apertura del cpt di Gradisca. Inoltre invitano alla mobilitazione per la manifestazione del 26 febbraio tutte le realtà che si oppongono al cpt di Gradisca.
Leggi il comunicato
Ascolta l’intervista con Andrea Olivieri di Trieste
Leggi l’articolo del Piccolo di oggi
24 febbraio - Mancano pochi giorni alla manifestazione di Sabato a Gradisca. Sempre più lunga è la lista delle associazioni e dei gruppi che da più parti arriveranno per manifestare contro il cpt. Merito anche di un percorso compiuto in questi mesi dalle diverse associazioni che compongono la Rete contro il cpt di Gradisca.
Ce ne parla Genni, ascolta.
Leggi l’articolo del Manifesto di oggi
Continuiamo, come già fatto nei precedenti aggiornamenti, a cercare di capire come mai non è ancora stato compiuto dagli enti locali nessun gesto che vada verso la richiesta di un sequestro del cantiere per abuso edilizio. Per la giornata di oggi è previsto un incontro tra le avvocature della Provincia e della Regione, mentre questa sera una riunione della Giunta regionale discuterà della questione cpt. Questi incontri vengono confermati anche dal sindaco di Gradisca Tommasini.
Ascolta
Il percorso verso Gradisca si intreccia con la lotta dei dipendenti dell’Idealservice di Rive d’Arcano, nella stragrande maggioranza donne, ogni giorno alle prese con i problemi della casa e della famiglia, provenienti da altre parti del mondo e quindi in uno stato di precarietà nella precarietà.
Anche questa mattina (come avvenuto già in precedenza) i cancelli dell’azienda in Friuli sono stati bloccati e la fabbrica è rimasta chiusa.
Analoghe proteste sono avvenute nei giorni scorsi negli stabilimenti di Ballò (Dolo - Ve). Guarda
Le lavoratrici dell’Idealservice saranno presenti alla manifestazione di sabato a Gradisca perchè il loro percorso è comune a quello di chi quotidianamente cerca di costruire un’idea di un mondo diverso, senza quelle logiche di guerra, di sfruttamento e di esclusione, ben rappresentate oggi nel cpt di Gradisca, il luogo dove verranno prima concentrati e poi deportati i soggetti precari migranti nel momento in cui gli vengono negati percorsi di integrazione e cittadinanza.
Vai alla pagina con la cronaca dell’iniziativa
Scarica lo speciale a cura di Global Radio sulla manifestazione di Gradisca.
25 febbraio - Nulla di fatto dal tavolo di lavoro dell’avvocatura della Regione sulla possibilità di bloccare i lavori del Cpt. In definitiva quindi la Regione FVG pare non volersi assumere la responsabilità per presentare il ricorso che permetterebbe di sequestrare il cantiere del Cpt. Sulla base di queste ultime novità, Alessandro Metz, Consigliere regionale, annuncia che Lunedì prossimo presenterà lui un esposto alla Procura di Gorizia.
In una intervista rilasciata a Global Radio, Metz denuncia quindi la titubanza della regione e ripercorre le tappe che hanno portato ad ipotizzare un abuso edilizio di 10 milioni di euro nella costruzione del cpt.
Ascolta
Leggi il comunicato stampa di Alessandro Metz
Intanto sulla stampa locale oggi compare un articolo che annuncia il rinvio a giudizio di dodici persone (tra cui lo stesso Metz) per una vicenda accaduta l’11 agosto 2003, quando una manifestazione sotto la Caserma Massarelli di Gorizia tentò di bloccare l’espulsione di due cittadini bengalesi.
Leggi l’articolo del Messaggero Veneto
Leggi l’articolo del Piccolo
Il rinvio a giudizio per la vicenda sopra esposta è un’altro esempio di come il paradigma Guerra/Democrazia si esprime nei nostri territori. Non può esistere democrazia dove vengono costruiti lager, dove c’è repressione continua del diritto al dissenso, dove si impongono politiche di controllo e di sfruttamento degli esseri umani.
Il caso delle lavoratrici dell’Idealservice, che parteciperanno al corteo di sabato, è un esempio del conflitto che esiste tra Guerra e Democrazia. Gli scioperi di questi giorni hanno portato però a ottenere un risultato importante in quanto per Venerdì prossimo è previsto un nuovo tavolo di trattative a cui sono stati invitati anche l’ADL e gli Sportelli degli Invisibili, che hanno sostenuto e aiutato questa lotta.
Ascolta l’intervista a Mauro degli Sportelli degli Invisibili del FVG
Leggi l’articolo del Messaggero di Udine