Oggi tutti i quotidiani parlano dell’8 marzo, giornata della donna. Una festività "commerciale" esautorata dal suo originario significato e senso. Ma quale 8 marzo? Ma quali feste, parties e mimose? In Turchia le 5.000 donne che ieri sono scese nelle strade di Istanbul a reclamare diritti e dignità, sono state massacrate dai manganelli della polizia e arrestate.
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Ascolta l’intervista con Orsola Casagrande del Manifesto
Più volte abbiamo sottolineato come le politiche che si applicano nei territori dove viviamo sono frutto di processi globali che derivano da uno stato di guerra permanente. Così a soffrirne sono soprattutto quei soggetti per cui la precarietà, nel lavoro, nella vita, è la condizione di esistenza. Accadono poi fatti come quello di Torino in cui due donne migranti, madre e figlia, muoiono sotto il crollo di una palazzina fatiscente in cui avevano trovato riparo.
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Ascolta la seconda parte dell’intervista con Orsola Casagrande
La precarietà è donna. Ed è proprio questo elemento che appare in molte recenti lotte che abbiamo visto. Il caso delle lavoratrici migranti dell’Idealservice che con rabbia e con determinazione stanno lottando contro i licenziamenti è, in questo senso, un esempio paradigmatico
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Su questo argomento inoltre segnaliamo due interessanti interviste uscite oggi sulla stampa a Vandana Shiva.
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