Questa mattina una carovana di automobili è partita dalla città di Bologna per disturbare sonoramente l’inaugurazione del primo carcere privato per tossicodipendenti in Italia.
“Con la presenza del vicepresidente del consiglio Fini, del ministro Giovanardi e del presidente della comunità di San Patrignano Muccioli si vuole celebrare la nascita di un nuovo modello di carcere, privato e per tossicodipendenti. Un carcere che porta con sè l’ideologia del mucciolismo e tutte quelle pratiche di coercizione, di negazione dei diritti e di sfruttamento del lavoro tipiche di strutture come quelle di San Patrignano. Un carcere che risulta essere uno dei terminali della legge Fini sulle droghe, la quale ha come obiettivo la criminalizzazione di consumatori di sostanze e l’introduzione di nuove categorie di soggetti ritenuti socialmente pericolosi. (...) Ancora una volta la Regione Emilia Romagna diventa territorio di sperimentazione per nuove forme di restrizione delle libertà personali, così come la dimensione di guerra globale ci vuole imporre. Come per i due cpt, veri e propri lager in cui vengono rinchiusi cittadini migranti semplicemente per la condizione di non essere nati in Italia, allo stesso modo essere consumatori di sostanze risulterà una condizione sufficiente per entrare in questa cosiddetta “casa lavoro”. (...)
Queste le parole del
comunicato che indiceva l’iniziativa.
Quando la carovana è arrivata a Castelfranco, gli attivisti sono stati caricati dalle forze dell’ordine ma questo non ha frenato l’iniziativa che è proseguita per tutta la mattina, come ci spiega Patrizio, Tpo Bologna.
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speciale Castelfranco Emilia - Apertura del carcere per tossicodipendenti .