Genova, 5 aprile 2005. Quarantatreesima udienza del processo per devastazione e saccheggio durante il G8 di Genova.
Dopo il sequestro dei portatili di due consulenti tecnici della difesa - effettuato il 16 marzo 2005, ad oggi i due portatili non sono ancora stati restituiti - e il rinvio della scorsa udienza, nella mattinata di oggi l’aula bunker del tribunale genovese ha registrato un’udienza breve, ma non priva di spunti interessanti e decisamente rilevanti per il prosieguo del processo.
Si sono registrati infatti appunti importanti circa metodi, modi e particolarita’ del sistema di riconoscimento e identificazione degli imputati in un procedimento penale, durante il quale si scopre che la Digos identifica e inserisce nei propri archivi anche i partecipanti alle "assemblee non autorizzate".
In aula due carabinieri si giustificano e non si presentano, mentre sono presenti due agenti della DIGOS di Padova e di Roma.
Udienza evidentemente dedicata ai riconoscimenti, unica vera chiave senza ritorno del processo.
Finesso riconosce uno degli imputati (B.) come uno degli esponenti di spicco del cso Pedro di Padova; non pone dubbi e anzi ci tiene a sottolineare come il soggetto sia conosciuto bene a padova e pluridenunciato (guarda caso tutte le denuncie sono posteriori al 2001!!).
Catarci e’ in servizio a Roma dal 1998. A Genova non si sa neanche se ci fosse. Ma riconosce il soggetto (T).
Avvicinandosi durante una manifestazione e origliando i discorsi che fa con una ragazza, dove ammetterebbe di essere stato in piazza Alimonda.
Diciamo che il metodo di indagine e’ abbastanza congruo all’aspetto e alla tenuta del digotto, che sembra una copia coatta e bionda del mitico "Er Monnezza". Fortunatamente non e’ altrettanto spigliato e si fa mettere in croce sia da difesa che da accusa, riuscendo a far passare l’impressione che il soggetto giusto per il riconoscimento di T. non sia lui.
(supportolegale)
ascolta la prima parte dell’udienza
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