Questa mattina, intorno alle 7:00, sono state perquisite le case di Luca Casarini, Max Gallob, Michele Valentini, Michele Donatini, attivisti del movimento del nord-est. Una perquisizione accurata e “speciale” che ha coinvolto, oltre alle forze dell’ordine consuete, la polizia postale al fine di sequestrare gli hard-disk dei computer presenti nelle abitazioni.
Si indaga secondo l’articolo del codice penale, istituito nel 2003, 280 bis, l’articolo cioè che persegue “attentati terroristici con finalità eversiva mediante l’uso di esplosivi e ordigni”.
In particolare si accusano i 4 compagni di “aver partecipato all’effettuazione di attentati di matrice eversiva perpetrati la notte del 6 luglio 2004 con materiale esplodente e incendiario ai danni della Computer Science Corporation di Padova e dell’Associazione Lagunari - truppe anfibi di Chioggia, rivendicati con la sigla whethermen underground”. Quanto è accaduto questa mattina è gravissimo e inaccettabile!
Da una lato, infatti, assistiamo alla costante riproposizione degli stessi provvedimenti: circa 8.000 ormai in tutta Italia tra denunce, perquisizioni, processi e condanne per reati contestati relativamente a mobilitazioni contro la guerra, il neoliberismo, i campi di concentramento per immigrati.
Dall’altro, e parallelamente a ciò, assistiamo, dopo gli attentati di Londra, ad un’esasperazione spettacolare della cosiddetta “lotta al terrorismo” che, come sempre accade in Italia, coniuga un alto grado di approssimazione con un’evidente intento persecutorio nei confronti di chi ha minori possibilità di difendersi - come le centinaia di migranti perquisiti nei giorni scorsi - o di chi esprime pubblicamente e in dinamiche di movimento l’opposizione alla guerra, al razzismo, alla precarietà economica ed esistenziale. E’ quest’ultimo il caso dei nostri compagni.
Il mandante di queste perquisizioni - il PM Luca Marini, ben noto per l’accanimento con cui tenta di colpire a Venezia chi si rende protagonista delle lotte per il diritto alla casa - stavolta però si spinge oltre e definisce un vero e proprio salto di qualità.
Realizzando le perquisizioni con lo scopo di sequestrare i personal computer degli indagati, infatti, fa proprio uno dei cardini della restrizione delle libertà personali teorizzato e praticato da Bush e Blair.
Le prove non esistono e in un meccanismo “alla Minority Report” vanno costruite avvalendosi di messaggi, flussi comunicativi, accesso al web, quasi che ovunque si annidassero tracce sotterranee, segnali non espliciti. Ognuno deve essere controllato nella propria relazione comunicativa con il mondo esterno, ognuno può essere colpevole. L’obbligo di trasparenza e di leggibilità del cervello sociale interconnesso è già di per se possibilità di colpevolezza, pesantezza del controllo. Vogliamo dirlo chiaramente e senza ambiguità: dopo gli attentati di Londra, ”terroristici” sono quei provvedimenti che pretendono di rispondere alla follia delle stragi e della guerra con il restringimento delle libertà personali e del diritto al dissenso e alla disobbedienza.
Proprio oggi – e forse non è un caso che questa mattina sia scattata questa operazione - il governo discute di leggi speciali tra le disponibilità, a volte per nulla affaticate, della sinistra.
Due giorni fa sono state confermate le condanne in appello agli attivisti che avevano fatto chiudere il CPT di Trieste nel ’98. Questa mattina uno dei perquisiti era sotto processo per aver contestato una multinazionale petrolifera. Oggi le perquisizioni e questa folle inchiesta per terrorismo. Se chi orchestra e gestisce tutto ciò crede di riuscire in questo modo a fermare i movimenti e il diritto al dissenso sappia da subito che si sta sbagliando di grosso.
Di fronte a tutto questo si rafforza e deve diventare patrimonio di tutta la sinistra la richiesta di un provvedimento di amnistia per i reati legati alle lotte sociali e contro la guerra.
NO ALLA GUERRA! LIBERI TUTTI! AMNISTIA PER I REATI SOCIALI PER LA LIBERTA’ DI MOVIMENTO