Ieri le notizie del
barcone scomparso ormai da due giorni nel Canale di Sicilia, erano abbastanza confuse.
Questa mattina gli attivist@ del campeggio antirazzista stanno svolgendo un presidio davanti la Prefettura di Agrigento per denunciare l’inadeguatezza dei soccorsi che non sono stati in grado di sostenere il mare forza 8 ed ottenere un incontro con il Prefetto per avere notizie della sorte che spetterà ai 169 immigrati che sono arrivati sull’isola di Linosa.
Questo è l’ennesimo naufragio nel Canale di Sicilia che grazie alle leggi criminali come la Bossi-Fini, si è trasformato ormai in un cimitero.
Una tragedia che ci ricorda quella di
Portopalo del 1996 quando nel mare tra la Sicilia e Malta affondò un battello carico d’immigrati provenienti da India, Pakistan e Sri Lanka, provocando la morte di 283 persone e pochi superstiti.
Una tragedia ignorata al punto da restare per l’opinione pubblica del tutto sconosciuta. Assente. Mai esistita.
Il Prefetto non ha concesso l’incontro con una delegazione di manifestanti che ora stanno attuando blocchi del traffico a singhiozzo della circolazione.
Nel pomeriggio alle ore 16.00 la conferenza stampa finale del campeggio a Porto Empedocle, dove il
2 agosto scorso si era svolta l’iniziativa più significativa con la fuga di 14 migranti che dovevano poi essere smistati nei CPT.
La prima corrispondenza dal presidio con Mimma della R.A.S.

[
audio01 ]
La seconda corrispondenza con Enrico, R.A.S.

[
audio02 ]