COMUNICATI

Alessandria - Comunicato della Rete SociALe per la Casa

Alessandria - Venerdì 18 novembre 2005
Il 23 Novembre scade il termine di permanenza della signora Lidia all’interno dell’ostello di piazza Santa Maria di Castello e ad oggi non vi è stata nessuna risposta da parte delle Istituzioni. Come si ricorderà la signora dopo aver subito uno sfratto aveva deciso di dormire in macchina sotto la sede del Cissaca e aveva denunciato pubblicamente la sua situazione tramite i giornali locali. A quel punto insieme agli attivisti della Rete Sociale per la Casa erano stati occupati gli uffici dell’Assessorato alle politiche sociali del Comune di Alessandria e si era ottenuta una prima parziale risposta da parte delle Istituzioni: poter usufruire per un mese dell’Ostello della Gioventù in attesa dell’unica possibile risposta definitiva dell’assegnazione di un alloggio popolare. Ora a distanza di pochi giorni dalla scadenza del mese di permanenza all’ostello tutto tace e l’unica cosa che il Cissaca, l’ATC e l’amministrazione comunale sono in grado di fare è di rimpallarsi continuamente le responsabilità. Resta il fatto che fra pochi giorni la signora Lidia rischia nuovamente di trovarsi in mezzo ad una strada e vorremmo sapere dai signori Vignuolo, Bellotti e Scagni se vogliono continuare a far finta di non sapere che questa è la situazione. Da parte nostra vi promettiamo che certamente non staremo a guardare e soprattutto staremo molto vicini a Lidia, aggiungendo che respingiamo al mittente qualsiasi proposta di mediazione che non sia l’assegnazione di un alloggio. Già ci sembra di sentire la vostra ridondante cantilena: non vi sono alloggi a disposizione, bisogna rispettare le graduatorie, non è possibile che chi urla più forte ottenga qualcosa e via dicendo. Noi vi ricordiamo che i responsabili siete solo ed esclusivamente voi e la mancanza di una seria politica abitativa e di accoglienza nella nostra città. E’ l’amministrazione che non ha risposto alla proposta di bloccare gli sfratti sul territorio comunale, è l’ATC che continua a sfrattare gli inquilini delle case popolari, è l’amministrazione che non prende in considerazione la possibilità di affittare alloggi dal privato per destinarli a canone sociale a famiglie a basso reddito, è l’ATC che continua ad avere una gestione non trasparente delle case di edilizia popolare. Chi è causa del suo mal pianga se stesso e non addossi le colpe ai movimenti di lotta che cercano di dare risposte ai bisogni di una fascia sempre maggiore di cittadini. Mancano ancora sei giorni e noi abbiamo già le coperte pronte!
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