Non si va in galera per la revisione di un camion: questa è cronologicamente l’ultima ritorsione di chi ordina su chi insorge. Forse è l’inizio di una campagna elettorale di qualcuno che ambisce a voti e visibilità sulla pelle delle persone e dei movimenti, dei bisogni e dei desideri.
La provocazione di oggi colpisce, insieme alla libertà di tre compagni, la libertà di tutto quel movimento che si è espresso in forma radicale e moltitudinaria anche in questa giornata, rivendicando la chiusura dei cpt e reclamando diritti di cittadinanza per tutte e tutti.
Non si può andare in galera perchè si costruisce una società altra, piena di autonomia e libertà, invece che di controllo e dominio. Non si può arrestare chi è colpevole di non arrendersi ad un futuro di precarietà della vita in ogni sua forma.
Con un caloroso abbraccio esprimiamo la nostra più sentita solidarietà ai tre compagni arrestati, Francesco, Andrea e Matteo, e alle sorelle e ai fratelli di ESC, ai quali è stato impedito di festeggiare serenamente il primo anno di occupazione di uno spazio liberato.
LIBERI TUTTI SUBITO!!
Le compagne e i compagni del Cantiere_milano