Tav? No! I Giochi olimpici invernali sono proprietà di un ente privato, ma finanziati massicciamente con fondi pubblici: a Torino ed in Val di Susa viene consumata un’incredibile quantità di denaro statale per 78 medaglie da distribuire nel 2006; ma in uno Stato con al centro la persona, 3500 miliardi di lire devono andare a bisogni pubblici e non a optionals privati: sussidi alle famiglie mono (o senza!) reddito, aiuti alla sanità ed all’istruzione, risanamento per i grandi danni ambientali, agli operai cassintegrati…fate voi: è una lista di priorità senza fondo.
E poi la Val di Susa, la stessa valle che sarà oggetto della devastazione ambientale procurata con la realizzazione della TAV. Dopo i giochi sporchi, il progetto di collegare Torino con Lione, tramite una linea ferroviaria ad alta velocità riflette la virulente arroganza di pochi burattinai piemontesi e dei loro disonesti consociati al potere. (ok! rimane sempre il Ponte di Messina... però)
Sottomissione culturale? No! Ci stiamo avviando verso l’omologazione culturale: giornali e televisioni locali, nazionali, mostre, festival del cinema, programmi scolastici, tutti pervasi dagli ideali “olimpici” …la cultura a senso unico è sempre stata un nemico da temere. Figuriamoci quando reclamizza prodotti commerciali, con spot e lustrini. E di precarietà, delle difficoltà economiche chi parla??
Questo dispositivo di sottomissione culturale trova nella mercificazione dello sport, una formidabile risorsa. Ne sappiamo qualcosa anche qui, dove le passioni e i desideri di migliaia di sostenitori del VeneziaMestre, sono sempre state calpestate dagli affaristi di turno…
COCA COLA? NO! I gruppi ex-industriali si convertono al business dello spettacolo garantendo, lucida, ordinata e militarizzata, un’enorme vetrina alle multinazionali più potenti tra cui Coca cola. È tuttora attiva una campagna di boicottaggio alla Coca cola poiché dal 1994 ad oggi in Colombia sono stati assassinati 9 sindacalisti che lottavano per la dignità dei lavoratori di questa multinazionale. Da Torino, sui teleschermi di mezzo mondo, passerà come dominante il messaggio di un sistema economico che affama l’80% del Pianeta e non rende conto ad alcuno… un’immagine per la quale si può ritenere saggio spendere incredibili risorse (devastando l’ambiente) per pochi giorni di gare mentre centinaia di milioni di persone nel mondo vivono in stato di povertà. Per questi brevi motivi vi diciamo, vi rassicuriamo: esistono tutte le condizioni per essere contrari alle Olimpiadi di Torino e al passaggio della fiamma olimpica a RIMINI e per esserlo senza sentirsi diversi: diversi sono loro, diverse sono le loro idee, sino ad ora autoprotette da una spessa coltre di marketing internazionale e dai compiacenti media.
MOSE? NO! Come per quanto riguarda la TAV e il Ponte sullo Stretto, la logica e gli affari delle Grandi Opere, sono ormai il filo conduttore della politica affaristica, che si impone su tutto e tutti, popolazioni e natura. Anche il Mose, che da vent’anni succhia soldi pubblici foraggiando la Fiat e il Consorzio Venezia Nuova, è parte di questa operazione: poco importa se non risolverà il problema dell’acqua alta, poco importa se distruggerà la laguna: i signori del cemento hanno già deciso e soprattutto, già si vedono i miliardi in tasca! Noi ci opporremo sempre, con tutte le forze, a questa devastazione. Difenderemo i beni comuni come la Laguna, da questi viscidi pescecani!
No TAV – No Ponte – No Mose un’unica lotta!
Assemblea Permanente NO MOSE
CSO Rivolta Marghera
CSO Morion Venezia
Ass. Ya Basta! Venezia – Taverna sociale Terra e Libertà