Adesso Basta con questi atteggiamenti pericolosi e ai danni di giovani che rappresentano una risorsa nella città!
A Milano i giovani del Cantiere oggi hanno giustamente utilizzato il passaggio del tedoforo per ribadire la loro netta contrarietà alla sponsorizzazione delle olimpiadi invernali da parte della Coca Cola, ribattezzata in molte città Killer Cola poichè massacra i lavoratori e i sindacalisti in Colombia. Inoltre hanno manifestato contro il progetto dei Treni ad Alta Velocità in val di Susa e di tutte le grandi opere di devastazione ambientale, contro la guerra globale permanente, che imperterrita continua a mietere vittime mentre il mondo si prepara, come se niente fosse, ad assistere ai giochi olimpici. La questura di Milano, in tutta risposta, ha caricato e manganellato i giovani manifestanti, ferendone molti. Come se non bastasse, in seguito alla richiesta dei giovani, il 118 si è rifiutato di far pervenire sul luogo due ambulanze per prestare un primo soccorso ai ragazzi feriti dai manganelli. In relazione a questa omissione di soccorso i Verdi intendono andare a fondo.
In questi giorni stiamo assistendo ad una recrudescenza inaccettabile nei confronti di questi giovani e ci chiediamo se dobbiamo prepararci ad un’ondata oscurantista.
Solo pochi giorni fa è stato notificato l’ articolo 1 a due giovani del Cantiere, provvedimento, questo, che etichetta i ragazzi come individui socialmente pericolosi a causa delle molte mobilitazioni e iniziative studentesche e di precari degli ultimi mesi.
Domani pomeriggio alle ore 18 una delegazione dei Verdi incontrerà il Questore di Milano Paolo Scarpis.
Oltre a chiedere di ritirare i provvedimenti restrittivi, ci interessa capire come mai chi dirigeva oggi la piazza dopo le manganellate abbia tenuto fermi i ragazzi con un vero e proprio sequestro di oltre 45 minuti, e i motivi del mancato intervento delle autoambulanze.
Milano non può essere una palestra di addestramento per le forze dell’ordine. I giovani che si ribellano contro la guerra e per la pace, i movimenti che rivendicano reddito e liberi saperi non possono essere certo i loro ?pungiball?, anziché essere considerati una risorsa per l’intera metropoli.
Milano, 26 gennaio 2006