La guerra in Iraq, la guerra paventata nei confronti dell’Iran, la guerra globale permanente interna ed esterna al così detto impero.
Questi i nodi che vorremmo cercare di sciogliere in vista di alcuni appuntamenti lanciati dai movimenti sociali nei nostri territori.
Il prossimo 18 marzo 2006 a Roma è stata indetta una manifestazione contro la guerra, per l’immediato ritiro delle truppe dall’Iraq a tre anni dall’invasione dell’Iraq. Mentre, prima, a Vicenza, giovedì 16 febbraio sarà presentato pubblicamente l’Osservatorio sulle servitù militari, promosso dall’Associazione Ya Basta! nel territorio berico.
Appuntamento alle ore 21.00 presso i chiostri di Santa Teresa, Vicenza.
L’invito di Filippo, Ya Basta! Vicenza.
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Questi alcuni appuntamenti del prossimo futuro, intanto lo scorso sabato 11 febbraio si sono riunite a Firenze le associazioni, i movimenti che furono l’anima del "movimento no war" durante tutto il periodo che va dal Social Forum Europeo di Firenze, al Trainstopping, alle manifestazioni oceaniche contro la guerra in Iraq. L’incontro intendeva discutere della mobilitazione romana ma anche approfondire alcuni ragionamenti e tematiche emerse in maniera dirompente durante i Social Forum Mondiali di Bamako (Africa) e di Caracas (Venezuela).
La guerra non può essere normalizzata, non può essere normale che soldati massacrino di botte adolescenti iracheni - come si legge su tutti i giornali oggi. Neppure può passare come routine dell’amministrazione globale il piano di attacco USA alle centrali atomiche iraniane - altro stato canaglia cui George W. Bush vorrebbe insegnare il significato della democrazia esportata con attacchi degli Stealth B2 e con i sottomarini.
Ascolta il commento di Luca Casarini.
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Mentre si riprende a discutere di questo in Europa, dal Social Forum africano i movimenti reclamano l’uscita delle ong embedded, embedded perchè pur promuovendo cooperazione e solidarietà sono in realtà parte di quel sistema globalizzato che crea fame e miseria, precarietà, devastazione ambientale e guerra.
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Perchè il tentativo di farci accettare le bombe, gli attacchi, le morti, le violenze e le torture, le leggi inique e i vari Patriot Acts come prezzo necessario per la tranquillità del mondo occidentale non riesca, perchè la necessità di governabilità finisca di repriremere il bisogno di diritti delle/dei cittadini in tutto il mondo:
Sabato 18 marzo giornata mondiale contro la guerra | Manifestazione nazionale a Roma.
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