Qualche giorno fa su Il Manifesto,
Anna Maria Merlo parlava di una “svolta repressiva” in Francia per quanto riguarda gli immigrati.
Il minsitro degli Interni Sarkozy, che abbiamo imparato a conoscere durante le rivolte delle cité, ha presentato nei giorni scorsi la sua propsota di legge per una immigrazione “scelta” e non “subita”: una legge che parla di talenti e che mpedisce ai cittadini migranti che il ministro ha definito sotto-qualificati, l’accesso alla ormai sempre più blindata fortezza Europa.
Il governo francese aveva risposto all’emergenza sociale sollevata dalla rivolta delle banlieues ricorrendo alle leggi speciali, al coprifuoco e alla repressione tra l’altro proponendo l’espulsione anche dei cittadini in possesso di regolare permesso di soggiorno.
La proposta di legge sulla regolamentazione dell’accesso dei cittadini migranti in Francia non si è fatto attendere ed è in linea con l’irrigidimento già in atto in materia di politiche migratorie.
Se è vero che nel testo di legge non si fa riferimento esplicito alle "quote", nei fatti lo stato francese stabilirà di anno in anno il numero di accessi possibili in relazione alle esigenze di mercato rendendo, allo stesso tempo, più difficili i ricongiungimenti familiari e più controllati i matrimoni con stranieri.