RASSEGNA STAMPA

Dal Messaggero Veneto del 28 febbraio 2006

«Un atto di forza aprire il Cpt»

Viavai di camion all’ex caserma di via Udine

Venezia Giulia - Martedì 28 febbraio 2006
GRADISCA - Il 28, come fosse un numero da giocare alla roulette. E, a oggi, con le stesse probabilità che esca. Data certa fino a pochi giorni fa, quando a indicare il 28 febbraio per l’apertura del Cpt furono i sindacati di Polizia, ora nuovamente incerta considerando la pendenza di due sentenze di due Tar diversi (quello del Lazio e quello di Trieste) e l’annuncio del sindacato autonomo di Polizia («Siamo certi che il Cpt non aprirà il 28 febbraio»).
Indiscrezioni molte, dati certi pochi. Indizi: uno su tutti, forse. Un nome: Mn distribuzioni di Cassola (Vicenza).
In mattinata, tra i pochi manifestanti già presenti (alle 15, ora d’inizio del presidio, erano però già saliti a una cinquantina, pressappoco tanti quanti gli agenti delle forze dell’ordine schierati davanti agli ingressi del centro) e sotto lo “sguardo” vigile di un elicottero della Polizia, un insolito via vai di mezzi che varcano il cancello d’ingresso, mentre fuori quelli del Comune di Gradisca sistemano le transenne. Tra questi quello di una ditta che consegna divise, ma a colpire l’attenzione due: Rossi Giants catering Srl di Vicenza (consegna pasti), già indicativo e, appunto, Mn distribuzioni. Una breve ricerca ed ecco il risultato: «Mn distribuzioni, specialisti nella conservazione e distribuzione di latte e prodotti freschi». Lo slogan? Ancor più eloquente: «Tutto il fresco ogni giorno a casa tua».
Forse un falso allarme, forse no, e il “Toto-apertura” circola ormai ovunque. Basta un giro tra le tende, i furgoni, una roulotte e qualche chiosco allestito dagli attivisti, pronti a dare il via al presidio permanente di tre giorni («per bloccare fisicamente, eventualmente, l’ingresso di clandestini nel lager»), per capire che a regnare è soprattutto l’incertezza. Con il calare del sole e l’accendersi di qualche falò, poi, spuntano anche esponenti politici. Metz (Verdi) che nella penombra discute del ricorso della Croce verde: «La Prefettura ha fornito la documentazione relativa all’appalto, buon segno. E adesso sono ufficialmente due le sentenze del Tar che pendono su questo mostro e sul governo, un governo che sta esasperando gli animi».
Al falò, durante la prima assemblea dei manifestanti (iniziatasi alle 18), si presenta anche l’assessore regionale a cultura e immigrazione, Roberto Antonaz (Rifondazione comunista). Per lui le pendenze sono addirittura quattro: «Quella del Tar del Lazio, quella del Tar di Trieste, il monito degli stessi sindacati di Polizia e un governo pendente. Di fronte a simili e oggettivi fatti, di fronte a una contrarietà così generalizzata basterebbe un po’ di intelligenza e rispetto della democrazia per capire che il Cpt non va aperto. E poi ci sono le elezioni il prossimo 9 aprile. Io spero che non ci sia un simile atto di forza, ma se ci sarà sarà una chiara scelta pre-elettorale, per dimostrare che una legge sbagliata e fallimentare come la Bossi-Fini ha prodotto qualcosa».
(Marco Ceci)
[ Torna su ]
Ricerca per argomento:
Ricerca libera:
Ricerca geografica:

Sito realizzato da HCE web design - Gestione server e servizi di rete globalproject experimental networks

Tutti i materiali presenti sul sito sono distribuiti sotto licenza Creative Commons

» login «