fonte: Il Corriere Canadese - 01.03.06
«No al Cpt». Scontri a Gorizia
Tre persone - un consigliere regionale e due poliziotti - all’ospedale, e una mattinata di polemiche e tensione tra manifestanti e forze dell’ordine: sono questi gli esiti dei primi scontri avvenuti stamani davanti al Centro di permanenza temporanea per immigrati clandestini di Gradisca d’Isonzo (Gorizia), contro la cui apertura lunedì è stato attivato un presidio di protesta.
Tutto si è verificato ieri mattina, poco dopo le 8:00. Un gruppo di No global e di Disobbedienti sono intervenuti per impedire ad alcuni mezzi della cooperativa Minerva di Savogna d’Isonzo (Gorizia), vincitrice dell’appalto per la gestione del Centro, di entrare nella struttura. A quel punto la Polizia, schierata in tenuta anti-sommossa, non ha potuto far altro che intervenire. Nel corso dei tafferugli che ne sono seguiti, hanno avuto la peggio il consigliere regionale dei Verdi, Alessandro Metz, ricoverato in ospedale a Gorizia per una contusione alla testa, e due poliziotti del reparto Celere di Padova, feriti entrambi alle mani.
Immediate sono giunte le reazioni politiche, soprattutto a sostegno dell’esponente politico. Il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, ha parlato di «fatto gravissimo», mentre l’assessore alla Pace e all’Immigrazione del Friuli Venezia Giulia, Roberto Antonaz, di Rifondazione Comunista, ha invitato il ministro Giuseppe Pisanu a rinviare l’apertura del Centro, «almeno a fin dopo le elezioni. Farlo ora - ha spiegato - sarebbe una cosa sbagliata oltre che inutile».
Ma il Cpt è aperto o no? Tecnicamente è operativo - hanno fatto sapere dalla Questura e dalla Prefettura di Gorizia - ma ieri non sono arrivati immigrati. La totale mancanza di notizie sulla struttura, sul suo funzionamento, sulla sua reale apertura ne ha accompagnato la storia dal 2000 ad oggi. Ed è una vicenda sulla quale pendono ricorsi davanti al Tar del Friuli Venezia Giulia e del Lazio, per presunte irregolarità amministrative nel suo iter.
La contrarietà al Cpt non viene solo dagli antagonisti, ma anche da tutto il mondo dell’associazionismo cattolico, che vede la struttura come un lager.