Corteo antifascista non autorizzato di gruppi dei centri sociali. Scontri con polizia e carabinieri, bruciate auto, moto e negozi. Una quarantina i fermati. Aggrediti dalla folla, hanno rischiato il linciaggio. La condanna di Bertinotti e di Prodi. Fassino in questura: "Solidarietà agli agenti".
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MILANO - Forte tensione e incidenti alla manifestazione "antifascista" dei centri sociali a Milano. Una manifestazione "non autorizzata", indetta per rispondere a quella della Fiamma Tricolore programmata da tempo e cominciata a metà pomeriggio nel capoluogo lombardo. Circa duecento giovani, molti con i caschi e il volto coperto da passamontagna, si sono scontrati con la polizia lungo Corso Buenos Aires. Una quarantina dei manifestanti sono stati accompagnati in questura a seguito degli incidenti. Tra loro parecchi sono giovanissimi.
La folla si è scagliata sui fermati. E la rabbia della folla si è riversata su alcuni dei fermati dalle forze dell’ordine. A stento gli stessi agenti sono riusciti a salvarli da un vero e proprio linciaggio: gruppi numerosi di persone li prendevano a calci e pugni urlando ’ammazzateli’, mentre gli uomini delle forze dell’ordine cercavano faticosamente di caricarli sui furgoni.
Il corteo della destra. "Ci sarà un corteo di protesta nel pomeriggio, alle ore sedici, con partenza da piazza San Carlo, come forma di protesta civile contro i centri sociali amici di Romano Prodi, che si sono resi protagonisti della devastazione dell’An point di Corso Buenos Aires. Questa sinistra ha bisogno di una lezione di civiltà. L’avrà", ha commentato il presidente dei deputati di Alleanza Nazionale Ignazio La Russa.
Il corteo della Fiamma Tricolore. E’ partito da Porta Venezia il corteo della manifestazione indetta oggi da Fiamma Tricolore. I manifestanti, mille secondo gli organizzatori, percorreranno corso Venezia per raggiungere piazza San Babila, dove si potrebbero incontrare con il corteo della manifestazione di An che partire da piazza San Carlo. Il corteo si è fermato per 20 minuti all’altezza di via Palestro e ha potuto proseguire il cammino solo dopo che la questura ha ordinato e ottenuto che venissero eliminati tutti gli striscioni con croci celtiche.
Bertinotti: si individuino i responsabili. "Naturalmente penso molto male di quanto successo. E’ un elemento allarmante", ha ammesso il segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti, riferendosi alle violenze della mattinata. Bertinotti ha però subito invitato a non fare generalizzazioni e ad individuare i colpevoli: "Invece di chiamare no global i responsabili degli incidenti, perchè anch’io e altre persone qui presenti siamo no global, bisognerà invece individuare con precisione i responsabili di queste azioni che devono essere severamente censurate. Non si può dire nemmeno centri sociali, visto che il più grande di tutti, il Leoncavallo, partecipa nel pomeriggio alla manifestazione a Milano insieme a tutte le forze". Bertinotti si riferisce alla manifestazione promossa dall’Anpi per questo pomeriggio a Brescia, alla quale parteciperà una vasta presenza di forze di sinistra.
Fassino solidale con le forze dell’ordine. Il segretario dei Ds, Piero Fassino, accompagnato dal segretario provinciale di Milano, Franco Mirabelli è andato nel pomeriggio in questura di Milano per portare solidarietà alle forze dell’ordine. "La violenza e il vandalismo - ha detto Mirabelli anche a nome dei Ds milanesi - non appartengono all’antifascismo, quelli sono solo dei delinquenti".
La condanna di Prodi. E’ netta anche la condanna del leader dell’Unione Romano Prodi degli incidenti di Milano: "Condanniamo duramente queste forme di violenza, che non appartengono al nostro concetto di democrazia e di civiltà".
Le prime violenze a piazzale Loreto. Le violenze sono iniziate in piazzale Loreto quando i manifestanti hanno attaccato una macchina dei carabinieri danneggiandola e ferendo due agenti dell’arma che erano a bordo. Poi si sono diretti verso Porta Venezia dove ci sono stati gli scontri più duri. Il bilancio, assolutamente provvisorio, parla di quattro contusi tra le forze dell’ordine. Un carabiniere è stato colpito da un razzo in piena faccia ed è ricoverato in ospedale.
Poi corso Buenos Aires. La zona di Porta Venezia e Corso Buenos Aires è presidiata anche un elicottero della polizia mentre gli agenti danno la caccia ai manifestanti nascosti negli androni dei palazzi e nei bar della zona. Una ventina di persone sono state fermate.
Lanci di pietre. Lungo corso Buenos Aires dal corteo è iniziato un fitto lancio di pietre e di petardi all’indirizzo delle forze dell’ordine. I manifestanti hanno innalzato una sorta di barricata con bidoni della spazzatura e fioriere scardinate.
In fiamme un An-Point. All’angolo con via Melzo è stato dato alle fiamme un An-Point, un punto elettorale di Alleanza Nazionale. All’altezza del McDonald in viale Tunisia è stata fatta esplodere dagli autonomi una bomba carta caricata con bulloni: diversi agenti, una decina, sono rimasti feriti. Infrante anche numerose vetrine.
A fuoco un’edicola. Un’edicola è andata a fuoco e il fumo nerastro ha invaso le case circostanti. L’incendio dell’edicola è stato innescato da un motorino a sua volta bruciato. Date alle fiamme anche alcune auto. Le forze dell’ordine hanno lanciato lacrimogeni mentre i pompieri erano all’opera.