La Colombia è alla vigilia delle presidenziali ed intanto i rappresentanti diplomatici colombiani in Italia sono collusi con il paramilitarismo.
Il paese attraversa un fortissimo periodo di crisi, sia dal punto di vista della propria collocazione internazionale all’interno del contesto latinoamericano; sia per l’inasprirsi del conflitto armato dovuto alla politica governativa di “seguridad democratica” che ha colpito la popolazione civile, ma non le guerriglie ed al rafforzamento politico dei gruppi paramilitari; sia infine per l’attacco all’economia nazionale orchestrato dalle oligarchie del paese assieme al grande capitale internazionale, soprattutto statunitense, che sta drammaticamente aumentando la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza.
Intanto l’attuale corpo diplomatico colombiano in Italia è palesemente colluso con le formazioni narcoparamilitari del paese latinoamericano, tra i più grandi produttori ed esportatori di cocaina del mondo. Infatti l’attuale console della Repubblica di Colombia a Milano, JORGE NOGUERA è l’ex direttore del DAS, i servizi colombiani, rimosso dall’incarico perché coinvolto in uno scandalo che vede la creazione di un servizio di intelligence parallelo gestito dai paramilitari all’interno della struttura dello stato colombiano.
È accusato inoltre di corruzione, di essere il mandante diretto dell’omicidio di più di 20 leader sociali, tra cui difensori dei diritti umani, sindacalisti, studenti e dirigenti politici di sinistra colombiani ed infine di aver gestito, attraverso le formazioni paramilitari, l’acquisto di 300.000 voti per il Presidente Uribe durante le presidenziali del 2002, con i quali questi sarebbe passato al primo turno. Sarà forse a causa della “militanza attiva” nella campagna eletotrale del Presidente uscente, che Noguera è stato prima nominato direttore del DAS e poi, dopo lo scandalo, promosso e mandato in vacanza in Italia. Il suo ex-ruolo istituzionale ai vertici dei servizi colombiani è di nomina diretta del Presidente della Repubblica e pertanto affidato a persone di estrema confidenza.
Noguera è accusato dall’ex direttore informatico del DAS, Rafael García, arrestato perché scoperto a cancellare i precedenti penali di 7 narcotrafficanti e paramilitari. Al che il signor García, ex collaboratore, amico da anni e “uomo di confidenza” di Noguera, ha rilasciato una dichiarazione di 15 ore di fronte ai giudici colombiani, accusando l’ex capo e chiedendo di godere dei benefici del rito abbreviato. Il Cile ha già espulso tutti i rappresentanti diplomatici coinvolti nello scandalo e l’Italia del governo Berlusconi e del Ministro degli Esteri Gianfranco Fini, hanno accolto Noguera a braccia aperte.
Come mai lo stesso ministro che vara una legge proibizionista e durissima contro le droghe, accetta come rappresentante diplomatico un personaggio collegato ai peggiori narcotrafficanti del mondo, ovvero i paramilitari colombiani? Forse per le affinità ideologiche di estrema destra? O forse perché si possono arrestare i ragazzini con due spinelli, ma bisogna lasciare libero il campo alle mafie ed ai narcotrafficanti purché vendano cocaina, che piace tanto anche tra i corridoi dei Ministeri Italiani?
Ma Noguera non è che l’ultimo gradito ospite colombiano cordialmente accettato dal governo Berlusconi, infatti l’ambasciatore colombiano a Roma, il signor LUIS CAMILO OSORIO, ex Fiscale Generale della Nazione, è stato più volte accusato da organizzazioni del calibro di Human Rights Watch, di essere tanto amico dei paramilitari da coprire le indagini nei loro confronti e contro i militari dell’esercito collusi con questi ultimi, come il famigerato Generale Rito Alejo Del Rio, responsabile della più grande operazione di sfollamento di popolazione civile nella storia del paese, la “Operación Genesis” del febbraio 1997, che ha portato al “desplazamiento” forzato tra 10.000 e 30.000 civili nel nord del paese, oltre che di numerosi altri atti di violenza contro la popolazione colombiana.
Intanto tutti i movimenti colombiani e l’opposizione democratica alla rielezione del Presidente Uribe, continuano con le loro lotte e campagne guardando all’Italia con speranza. La speranza che i movimenti ed il governo italiano possano rimediare alla barbarie inaugurata da chi lo ha preceduto, ritirando l’Italia dalla guerra ed allo stesso tempo espellendo la guerra dall’Italia.
Per l’Associazione Ya Basta!
Dario