La sera del I maggio alla fine della Mayday di Parigi circa trenta manifestanti, italiani e francesi, sono stati arrestati nei pressi di place de la République, perquisiti, ammanettati e portati al commissariato ell’XI dove sono stati trattenuti per circa 4 ore.
Due compagni, uno di Modena e uno di Bologna, sono stati tarttenuti in un altro commissariato (quello del X) e non sono stati rilasciati. Per molte ore non è stato possibile capire la lo situazione e le ragioni dell’arresto. Solo oggi (giovedì 4 maggio) siamo riusciti a sapere che verranno trasferiti in detenzione provvisoria e processati per direttissima al Tribunale della Cité, a Parigi.
Non sappiamo chi è il loro avvocato d’ufficio perchè la polizia si rifiuta di fornire qualsiasi informazione, impedendo così all’avvocato del movimento di farsi carico della loro difesa. La situazione è ancora più grave visto che non conosciamo i capi di imputazione nè le prove a disposizione. La polizia sta tentando di fare addossare a tutti gli attivisti arrestati il 1 maggio la responsabilità di numerose azioni dirette che hanno colpito alcune agenzie interinali e alcune banche lungo il percorso del corteo.
E’ evidente che nella impossibilità di provare la loro responsabilità hanno deciso di non rilasciare i due attivisti italiani negando loro di fatto anche il diritto a difendersi in modo adeguato. Secondo le informazioni framentarie che l’avvocato è riuscito ad ottenere i due studenti sarebbero accusati da alcuni poliziotti che sostengono di aver visto un video che proverebbe la loro responasabilità nei reati in questione, video che sarebbe poi andato perduto. Parallelamente a queste menzogne ai due attivsti viene negata una difesa appropriata che farebbe immediatamente crollare l’imputazione.
Le istituzioni repressive francesi di fronte alla forza e all’estensione dei movimenti di novembre e di marzo tentano di rispondere restringendo le più elementari garanzie giuridiche tentando inoltre di criminilizzare chi si oppone alle nuove forme di sfruttamento, di precarietà e di emarginazione.
Incarcerare i due compgani italiani e sottoporli a un processo per direttissima significa voler lanciare un segnale politico repressivo oltre le frontiere.
Chiediamo la liberazione immediata dei due italiani erinnoviamo l’appello per l’amnistia generale di tutte le persone arrestate durante le rivolte d’autunno e quelle contro il cpe e la legge "per le uguali opportunità" di questi ultimi mesi.
Rinnoviamo l’appello alla continuazione della lotta contro la precarietà e all’esclusione sociale sottolineando la sua valenza europea come emerso dalla assemblea che si è tenuta a Censier il 2 maggio (a cui hanno partecipato i due compagni arrestati).
LIBERTÉ IMMÉDIATE POUR TOUTES LES PERSONNES ARRÊTÉES
AMMNISTIE POUR TOUS ET TOUTES.
Student* e precari* italiani che hanno partecipato alla mayday e all’assemblea europea a Parigi.
(traduzione: Global Project Venezia)