Questa mattina abbiamo lasciato Gerusalemme alle 6.00 per spostarci a Ramallah e da li raggiungere Ni’lin, uno dei villaggi ad Ovest di Ramallah, dove e’ in costruzione il Muro dell’apartheid. Come nelle altre zone della West Bank interessate dalla costruzione del muro, le terre dei villaggi vengono confiscate e le coltivazioni distrutte. A Ni’lin le ruspe entrano in azione anche di notte, abbattendo i secolari ulivi. Anche negli altri villaggi della zona ci sono state manifestazioni di protesta.
Anziani, donne e bambini hanno manifestato la loro rabbia contro l’avanzata delle ruspe sulla propria terra.
A gennaio a Budrus, un villaggio piu’ a Nord, le proteste spontanee hanno bloccato la costruzione del muro, facendone arretrare il percorso iniziale verso la Linea Verde.
Il muro, com’e’ noto, non e’ costruito sulla Linea Verde, il confine riconosciuto nel 1967, ma penetra in piu’ punti, anche per molti kilometri, nei territori palestinesi, in alcuni casi circondando completamente villaggi e citta’.
A Nai’lin la manifestazione di questa mattina ha avuto inizio alle 9.00.
Ci siamo riuniti nella piazza principale per spostarci in corteo verso una delle zone dove sono visibili gli scavi su cui sara’ eretto il muro. Da qui abbiamo raggiunto la vicina Altamia, frazione del villaggio di Medya, dove il corteo si e’ avvicinato ai buldozer che continuavano ininterrottamente il loro lavoro protetti dai soldati e dagli addetti alla sicurezza. L’obiettivo dei manifestanti era interrompere, almeno per un giorno, i lavori. Come delegazione di osservatori internazionali ci e’ stato chiesto di interporci tra abitanti e soldati. La determinazione del corteo, con in testa donne e bambini, di fronte al rifiuto dell’esercito, ha ottenuto l’allontanamento temporaneo di buldozer e soldati. L’esercito ha ripetutamente aperto il fuoco e lanciato lacrimogeni verso i manifestanti tra i quali ci sono stati diversi feriti.
Successivamente ci siamo spostati a Al qualla, a pochi chilometri di distanza. Qui la situazione, a detta degli stessi palestinesi, e’ stata molto piu’ tesa. L’esercito ha iniziato fin da subito a rispondere con le pallotole e lacrimogeni ma, anche in questo caso, la resistenza dei manifestanti ha fatto arretrare l’esercito costretto ad abbandonare una ruspa, che e’ stata demolita e data alle fiamme.
Durante il ritorno verso Ramallah abbiamo appreso che, le numerose proteste degli abitanti nella zona di Ni’lin hanno ottenuto una temporanea sospensione dei lavori.
Con la Palestina negli occhi
Carovana per i diritti in Medio Oriente
Delegazione Ya Basta! - Global Project