COMUNICATI

Vicenza - Presidio davanti all’aereoporto Dal Molin

Ancora una volta, "Not in my name"!!

Vicenza - Mercoledì 5 luglio 2006

-  Mercoledì 5 luglio:la cronaca della mobilitazione

-  Lunedì 3 luglio ore 18: in Piazza Castello organizzata una manifestazione dei comitati di quartiere contro l’aereoporto

Mercoledì 5 Luglio 2006
Presidio davanti all’aeroporto Dal Molin
dalle 18.30

Alle reti di movimento, al popolo no war,
a tutti coloro che si oppongono senza se e senza ma alla barbarie della guerra.

Ancora una volta, "Not in my name"!!

L’Osservatorio contro le servitù militari di Vicenza si rivolge con questo appello alla moltitudine di donne e uomini che in questi anni, in tutte le forme, hanno contrastato, boicottato e sabotato la Guerra Globale Permanente in ogni sua forma.
Da Vicenza sono partiti i soldati americani per l’Afghanistan e l’Iraq, e adesso ci mobilitiamo per impedire che una nuova installazione militare americana venga costruita in città.
Vicenza si appresta a diventare una invivibile città-caserma, visto che oltre alla presenza "storica" della caserma americana Ederle, nei mesi scorsi, tra le proteste di migliaia di cittadini, movimenti e associazioni sono state inaugurate due diverse strutture transnazionali di polizia quali la Gendarmeria Europea e il Coespu.
In questi giorni, anche grazie all’incessante lavoro dell’Osservatorio di denuncia e di smascheramento dell’operato della giunta comunale, che sotto silenzio lavorava per consentire all’esercito USA di entrare in possesso dell’aereoporto cittadino per costruirvi una nuova base militare per la 173^ Brigata Aereomobile, la vicenda è uscita dalle segrete stanze del potere ed è diventata di pubblico dominio.
Molti sono gli aspetti nefasti di questo progetto contro cui noi ci battiamo, come ad esempio la cementificazione del territorio, perché il progetto della nuova caserma si inserisce in un enorme business immobiliare che prevede una devastante colata di cemento sulle poche aree non urbanizzate, così come l’arrivo di ulteriori 2.000 soldati americani, in un quadro di trasformazione della 173^ Brigata in Unità d’Azione, cioè quei reparti che devono essere pronti in poche ore a trasferirsi nei teatri di guerra.
Il 5 e 6 luglio si terrà a Roma la riunione di un tavolo coordinato dal Ministero della Difesa, a cui parteciperanno Comune e Provincia di Vicenza, cioè quegli attori che hanno tenuto nascosto il progetto alla città, per decidere il futuro del progetto americano.
Ora il governo italiano deve dire chiaramente da che parte sta, se dalla parte della maggioranza di questo paese che ha sempre opposto un netto rifiuto della guerra, oppure con chi la guerra la pratica e la glorifica come modello di "esportazione della democrazia".
Noi non faremo sconti a nessuno, non abbiamo governi "amici" che ci costringono a girarci dall’altra parte per convenienza.
Vogliamo costruire dei momenti collettivi di discussione e di azione, per arrivare alla giornata del 5 luglio con un presidio davanti all’aereoporto, invitando a partecipare tutti coloro che si battono contro la guerra e contro la distruzione del territorio.

ANCORA UNA VOLTA, NOT IN MY NAME!

Osservatorio contro le servitù militari di Vicenza

Approfondimenti
-  25 maggio ’06: La questione Dal Molin arriva in consiglio comunale

-  Il "Dal Molin" e il progetto degli americani

-  La presenza militare a Vicenza

-  Il caso Vicenza. Gli interventi audio dell’incontro organizzato dall’Osservatorio contro le servitù militari a febbraio.

-  Appello di costruzione dell’Osservatorio contro le servitù militari di Vicenza

-  La 173a brigata aviotrasportata dell’esercito USA

-  La Gendarmeria Europea.

-  Il Coespu

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