1.1 Siamo quelli di Genova. A legger voi, dovevamo scomparire il 12 settembre 2001 e invece siamo ancora qui in milioni a combattere contro la guerra globale e ad agitare l’Europa per infliggere rovesci decisivi a tutti i governi liberisti e/o bushisti, come è avvenuto in Spagna e in Francia.
1.2 Siamo giovani, quindi precari, ergo incazzati contro il deserto sociale che state creando e il declino civile che state favorendo. Siamo la nuova generazione metro-radicale che difende la vita dal profitto, la società dalla guerra, i media dal monopolio, la politica dal naziliberismo. Siamo la Rete, la nuova agorà della democrazia globale. Siamo n/europei, la nuova identità radicale che emerge dalla fine dello stato-nazione in Europa. Siamo quelli che creano, scrivono, pensano, praticano nuovi linguaggi per umani e macchine. Siamo i cognitari, i precari della conoscenza. Siamo quelli che arricchiscono aziende e finanziarie. Siamo il precariato e siamo il cognitariato. Siamo quelli che producono la ricchezza delle nazioni nel XXI secolo. Eppure ci offendete, ci sfruttate, ci escludete, ci reprimete, ci mentite.
1.3 Per gli imprenditori ladruncoli, inefficienti e corrotti, proviamo solo un senso di ripulsa: siete patetici nei vostri arroganti proclami liberisti che nascondono aziende decotte dove la precarietà forzata è l’unico modo per stare a galla, dove l’imposizione del più bieco conformismo è l’unico modo per tenere sotto controllo l’eccedenza creativa del capitale umano di una generazione che state dilapidando, stolti, soddisfatti del vostro lusso coglione esibito come diritto ereditario. Luca Prezzemolo, tu piccolo manager italyano, noi grande precariato di N/europa. I tuoi sponsor, Pirelli e Benetton, sono impudici esattori cui siamo costretti a versare balzello ogni volta che facciamo una telefonata o ci fermiamo al casello.
1.4 Quale classe dirigente, quale razza padrona?!? Siete una casta darwinista composta da riccastri mediocri e arraffoni, incapaci di competere con il mondo, che vivono di rendita alle spalle di beni collettivi costruiti coi soldi di tutti. Siete cortigiani che spacciano beni di lusso per servire i rampanti del momento, ieri americani, oggi cinesi. Una nazione di pedaggisti e stilisti, di vallette e calciatori, di bottegai e usurai, di markettari e magliari. Capaci solo di fare affari da speculazioni immobiliari, truffe mobiliari, frodi fiscali, esportazioni di capitali. Capaci solo di sottrarre fondi al welfare pubblico per finanziare la vostra incapacità strategica.
1.5 Falliti. Pur di non intaccare i vostri patrimoni, state affondando il paese. Chiedete sempre più precarizzazione, quando solo nuove e più avanzate garanzie sociali, nuove e più avanzate libertà possono fare dell’Europa il continente della democrazia possibile e dell’italya un paese cognitariamente avanzato. Il declino che il vostro scandaloso (mis)management ha prodotto rischia di mandare al macero la generazione più scolarizzata, informatiz- zata e transnazionalizzata che l’italya ricordi, che già oggi crea i nuovi linguaggi, le nuove culture, le nuove tecnologie, i nuovi diritti di tutti. E che sta anche pagando le pensioni di tutti.
1.6 Noi siamo la generazione post-socialista,la generazione del dopo guerra fredda, della fine delle burocrazie verticali e del controllo sull’informazione. Siamo un movimento globale e n/europeo, che porta avanti la rivoluzione democratica scaturita dal Sessantotto mondiale e lotta contro la distopia neoliberista oggi al culmine. Siamo ecoattivisti e mediattivisti, siamo i libertari della Rete e i metro-radicali dello spazio urbano, siamo le mutazioni transgender del femminismo globale, siamo gli hacker del terribile reale. Siamo gli agitatori del precariato e gli insorti del cognitariato. Siamo gli invisibili e gli studenti. Siamo anarcosindacalisti e post-socialisti. Siamo tutti migranti alla ricerca di una vita migliore. E non ci riconosciamo in voi, stratificazioni tetre e tetragone di ceti politici sconfitti già nel XX secolo. Non ci riconosciamo nella sinistra italyana.