Il fascino indiscreto del precariato

I Precog in prima persona (3)

Come farsi un movimento costituente: primi appunti

Sabato 1 maggio 2004

3.1 Non siamo un fenomeno marginale e minoritario. Il nostro pensiero non è debole, la differenza per noi assume un valore produttivo, potente. Non ci limitiamo a dichiarare la nostra indisponibilità, a dire che siamo stanchi di starvi a sentire, non abbiamo intenzione di stare in un angolo a leccare le ferite. Il nostro linguaggio e i nostri affetti sono stati messi al lavoro, ma allo stesso tempo in grado di produrre organizzazione, di liberare tempo, di articolare resistenze. Nella ricchezza della cooperazione, della rete, della mobilità…è proprio lì che viviamo, è lì che decidiamo. "Opinione" e "politica" il capitale le mette a valore tutti giorni dalle nostre parti, sarà per quello che la Politica, quella con la P maiuscola, ci annoia e che non abbiamo intenzione di delegarle nulla. Perché diciamo che la Politica deve smetterla di dare la linea. Noi siamo una traccia post-moderna forte. Ai partiti diciamo che se vogliono essere utili hanno una chance: trasformarsi in strutture di servizio. Al servizio dei movimenti, altrimenti si tratta di ferri vecchi!

3.2 Non stiamo fermi! Non stiamo nella pelle! Il lavoro e la comunicazione ci mettono in movimento, inflazione di segni, inflazione di parole. I corpi si muovono, i corpi si agitano, i corpi agiscono. Non siamo amministrazione, siamo semplicemente inamministrabili, abbiamo bisogno di organizzarci ma per agire! Azioni che producono sfera pubblica, che generalizzano desideri, che estendono vertenze. Siamo singolari e comuni nella vita come nel lavo ro che non fa altro che mettere a valore la nostra vita. "Azione singolare" è ciò che costituisce il nostro spazio comune, come in Francia, come quando abbiamo interrotto il Tg di France2 o il festival di Avignone. Abbiamo preso appunti in Francia e la penna ci ha messo in movimento! 3.3 Siamo 7 milioni di precari in italya, 30 milioni di part-time in Europa, ma ancora non ci volete ascoltare. Il primo maggio ci faremo sentire noi. E sarà un assordante grido di libertà.

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