Questa mattina c’è stata un’iniziativa degli attivisti di Asc (Agenzia sociale per la casa) contro il sequestro preventivo di un’abitazione occupata avvenuto nella giornata di ieri.
Intorno alle 7.30 di ieri, le forze dell’ordine hanno eseguito su ordine della magistratura il provvedimento che il tribunale adotta per interrompere la "commissione di un reato", affinché il reato non si reiteri.
Per affermare che questa non è la risposta al problema, l’ASC ha deciso di rioccupare la casa. Dopo aver rimosso la blindatura che i fabbri dell’Ater avevano messo alla porta, gli attivisti hanno attraversato Venezia e consegnato la porta blindata all’assessore alla casa Mara Rumiz, che ha ricevuto tutti.
"Se devono succedere queste cose perché si riprenda a parlare della questione abitativa a Venezia, evidentemente c’è qualcosa che non va," dice Pino dell’Agenzia sociale per la casa. "Abbiamo scelto il Comune come interlocutore, pur sapendo che non sono in comune e all’assessorato alla casa i mandanti di questo atto provocatorio della magistratura, ma sappiamo che è l’immobilismo in questa città che determina da parte della magistratura queste scelte. La soluzione del conflitto non va lasciata né alla magistratura, né alla polizia."

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