RASSEGNA STAMPA

Da Il piccolo del 22 luglio 2006

Assalto al Cpt, feriti cinque agenti

È il bilancio degli scontri tra manifestanti e polizia. Contusi alcuni no global

Venezia Giulia - Sabato 22 luglio 2006
GRADISCA Cinque feriti fra le forze dell’ordine, alcuni contusi fra i manifestanti, la statale 305 bloccata per oltre tre ore, persino un doppio principio di incendio subito domato dai Vigili del fuoco.
È il bilancio dell’ennesima mattinata di tensione consumatasi al Cpt di Gradisca, e culminata attorno alle 13 in un duro scontro fra gli agenti e gli attivisti della rete No Cpt, che per la giornata di ieri avevano annunciato un presidio di protesta contro il centro immigrati, nell’ambito del campeggio antirazzista No Border Camp in corso di svolgimento a Gorizia. La manifestazione aveva avuto un suo prologo giovedì sera, quando un folto manipolo di militanti aveva raggiunto l’abitazione di Adriano Ruchini, presidente della coop goriziana Minerva che gestisce i servizi interni al Cpt.
Ieri, dalle 11, la nuova iniziativa della galassia disobbediente e no-global: sotto il sole cocente è stato deciso il blocco totale della statale 305 e degli ingressi all’ex caserma Polonio, «per isolare il lager di Stato ed impedirne il funzionamento» come hanno spiegato i manifestanti. Sulla cui reale partecipazione c’è stato il consueto il balletto di cifre: una settantina secondo la Questura, circa 150 secondo gli organizzatori del sit-in. Gli attivisti hanno impedito il normale svolgersi del traffico sulla statale servendosi delle medesime transenne che circondano il piazzale antistante il Cpt, sottratte sotto gli occhi di una ventina di agenti che hanno lasciato fare. Il tutto mentre lungo le mura di cinta alto quattro metri sono comparse alcune scritte contro il Cpt e l’atteggiamento del governo Prodi. Oltre a pesanti contestazioni nei confronti di Ruchini e Minerva. Nel frattempo all’ex Polonio si rinforzava il cordone di sorveglianza delle forze dell’ordine, rimpinguate dalla Questura di Gorizia, dagli agenti della celere di Padova, dai carabinieri e dalla guardia di finanza. I convenuti hanno poi tentato di impedire a due automezzi l’accesso all’ex Polonio, facendo esplodere anche alcuni petardi. Quindi una fase di stallo e la lunga mediazione fra forze dell’ordine e manifestanti, fra i quali erano presenti il consigliere regionale verde Alessandro Metz e i leader disobbedienti del Nordest Luca Casarini e Andrea Olivieri. «Ci chiediamo dove siano quei politici che sei mesi fa manifestavano con noi la loro contrarietà» hanno affermato, denunciando in particolare la latitanza dell’assessore regionale Antonaz. Attorno alle 12.30 l’ultimatum della Questura: mezz’ora di tempo agli attivisti per sciogliere il presidio e consentire la riapertura della 305.
È stato questo il preludio agli scontri. Le 13 erano trascorse da poco quando il cordone delle forze dell’ordine e quello del fronte No Cpt sono venuti a contatto in un mulinare di manganelli, calci, pugni, persino transenne e colonnine stradali divelte. Al termine della carica, durata un paio di minuti, gli agenti hanno fermato Cristian Massimo della rete «Razzismo Stop», uno degli attivisti di riferimento dei movimenti anti Cpt. Il giovane, che ha riportato escoriazioni e contusioni su varie parti del corpo, è stato rilasciato dopo una ventina di minuti e denunciato a piede libero. Ha richiesto l’arrivo di un’ambulanza ed è stato portato al pronto soccorso per accertamenti. «Dopo le manganellate del centrodestra abbiamo assaggiato quelle del centrosinistra - ha commentato a caldo Metz -: per certi versi fanno più male perché intrise di ipocrisia, come la commissione-farsa voluta da Amato». Meno serie le condizioni di altri manifestanti. Il traffico, che ha subìto pesanti disagi, è stato ripristinato soltanto dopo le 14.30. Contemporaneamente, in due punti differenti, arbusti e sterpaglie hanno preso fuoco nelle zone antistanti il Cpt.
Luigi Murciano
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