Da il Messaggero Veneto del 22 luglio 2006
Gradisca, scontri con feriti al Cpt
Cariche durante una manifestazione, contusi anche cinque poliziotti
GRADISCA D’ISONZO. Una decina di contusi (cinque tra i rappresentanti delle forze dell’ordine), la denuncia a piede libero per uno dei capi della protesta (trattenuto per una ventina di minuti all’interno del centro) e, in chiusura, un principio d’incendio all’esterno della struttura domato solo grazie all’intervento dai vigili del fuoco.
E’ il bilancio degli scontri di ieri tra le forze dell’ordine (una sessantina tra polizia, carabinieri e guardia di fianza) e una settantina di manifestanti appartenenti all’area antirazzista e ai centri sociali che, intorno alle 13, sono venuti a contatto di fronte all’ingresso principale del Centro di permanenza tempranea di Gradisca d’Isonzo.
Dopo le due grandi manifestazioni che, nell’ottobre 2005 e a febbraio 2006, portarono quasi 5 mila persone a sfilare nelle strade del centro isontino, è tornata quindi rovente la temperatura intorno al centro per immigrati clandestini realizzato nell’ex caserma “Ugo Polonio”, al termine di una manifestazione organizzata dalla rete dei centri sociali e dai disobbedienti del Nord-Est nell’ambito di una mobilitazione europea contro i centri di raccolta e di permanenza per immigrati extracomunitari.
Un presidio inizialmente annunciato per le 13.30 ma già alle 11, con l’arrivo dei primi manifestanti, la statale 305 è stata chiusa al traffico. Il fatto ha creato non pochi disagi alla normale viabilità cittadina. Chiuso di fatto anche il Cpt, con l’ingresso principale ostruito dalle transenne e dagli striscioni posizionati dagli attivisti. Esplodono i primi petardi e si accende il megafono da dove, oltre a quelle abituali rivolte alla Minerva (la cooperativa goriziana che gestisce i servizi interni del Cpt di Gradisca d’Isonzo) e al suo presidente Ruchini, stavolta partono dure accuse anche all’ala radicale del centro sinistra, accusata senza mezzi termini di «essersi venduta agli interessi dell’attuale Governo».
La tensione sale quando due mezzi privati tentano di entrare nel centro per immigrati ma l’opposizione degli attivisti è blanda e la situazione resta tranquilla nonostante il muro di cinta del Cpt sia letteralmente preso d’assalto dalle bombolette dei manifestanti. Scritte per tutti, diverse per il Governo e il ministro dell’Interno Giuliano Amato. Sotto i 35 gradi di Gradisca ci sono anche il consigliere regionale Alessandro Metz (Verdi), Luca Casarini (portavoce dei centri sociali del Nord-Est e storico leader dei Disobbedienti) e Andrea Oliveti, portavoce del precariato sociale, ma nessun segnale di un imminente scontro.
Fino alle 12.30, quando alcuni dirigenti della Questura goriziana danno l’ultimatum agli attivisti: mezz’ora per sgomberare la statale. Niente, alle 13 scade l’ultimatum e un cordone di attivisti si schiera davanti all’ingresso, a pochi metri dagli agenti in tenuta antisommossa. Qualche spintone alle transenne e le forze dell’ordine reagiscono: da una parte volano manganellate, dall’altra tutto quello che c’è a portata di mano.
Scene già viste a Gradisca, ma nel trambusto alcuni agenti bloccano e trascinano letteralmente dentro il Cpt Cristian Massimo, portavoce di Razzismo Stop e uno dei volti storici della protesta contro il Cpt di Gradisca, che viene rilasciato dopo una ventina di minuti e, verso le 13.45, trasportato da un’automedica all’ospedale di Gorizia per accertamenti. Restano in assetto antisommossa le forze dell’ordine, ma sembra solo un’azione precauzionale e alle 14.40 la statale riapre al traffico, mentre un fumogeno gettato nella sterpaglia in prossimità dell’ingresso secondario del Cpt ha provocato un piccolo incendio, subito domato dai vigili del fuoco.
Tra i feriti anche cinque agenti delle forze dell’ordine, come ha precisato in serata un comunicato della Questura di Gorizia, dove si precisava anche come «diversi facinorosi sono stati identificati e denunciati alla autorità giudiziaria».
Marco Ceci
«Mi hanno preso a manganellate e non so perché»
Il racconto di un manifestante
Cinque giorni di prognosi, a seguito delle escoriazioni riportate alla gamba sinistra, al torace e alla testa. E’ il referto medico rilasciato dal personale dell’ospedale di Gorizia riguardo Cristian Massimo, l’attivista rimasto contuso al termini degli scontri di ieri di fronte al Cpt di Gradisca. Contuso e, per una ventina di minuti, trattenuto dalle forze dell’ordine all’interno del Cpt di Gradisca.
«Mi hanno preso e trascinato dentro, accompagnando il tutto con qualche manganellata: tutto qui. Da quanto ho capito scatterà per me la denuncia a piede libero, anche se sinceramente non so con quale imputazione. Le botte fanno male ma nel complesso sto bene, poteva andare peggio. E’ stata una caccia all’uomo, altro che azione di contenimento». Una testimonianza in prima linea quella del portavoce di Razzismo Stop Fvg, pronto a puntare il dito su un cambiamento di linea da parte delle forze dell’ordine in coincidenza del cambio al Governo. «Appena qualcuno di noi ha toccato le transenne sono immediatamente partite le manganellate. A marzo, con un Governo di centro-destra, la situazione era sicuramente gestita meglio, non c’era paradossalmente tutta questa fretta di scontrarsi, di sventolare manganelli e scudi. Non mi interessa far polemiche o calcare sul lato personale, non ritengo quella nei miei confronti un’azione mirata ma sicuramente tutto questo nervosismo e tensione mostrata dagli agenti schierati ieri davanti al Cpt di Gradisca non è casuale».
«Pensare di governare queste situazioni con le manganellate – conclude Masasimo – sembra un voler stroncare sul nascere ogni discussione, ho l’impressione che l’attuale Governo abbia voluto dimostrare all’opinione pubblica di non aver contatti con chi protesta contro i Cpt, rinnegando di fatto non solo quanto gli esponenti del centro-sinistra, in piena campagna elettorale, avevano affermato ma addirittura quanto è stato dagli stessi messo per iscritto nel programma di Governo. Alla luce di come sono andate le cose c’è l’impressione che abbiamo toccato un nervo scoperto del centro-sinistra».
(ma.ce.)
«Sarà un autunno caldo per il governo»
Metz: condanniamo il voltafaccia di chi era in prima linea per darci una mano
L’annuncio di una campagna per settembre-ottobre: l’obiettivo è la chiusura dei Centri di permanenza temporanea
«Sarà un autunno caldo, a settembre e ottobre ci saranno scontri fortissimi sul tema dei Cpt. Una mobilitazione di massa a livello europeo e credo che i Cpt italiani saranno i teatri più principali della protesta, compreso quello di Gradisca».
Parole che non lasciano spazio a equivoci quelle pronunciate ieri, di fronte al centro per immigrati di Gradisca, da Luca Canarini, storico leader dei Disobbedienti. «La battaglia radicale contro i Cpt cominciò nel ’98 a Trieste, per la chiusura del centro di Porto Vecchio ed è simbolico che oggi la protesta torni ad alzare la voce proprio a Gradisca, oltretutto nell’anniversario (era il 2001, ndr) degli scontri durante il vertice del G8 a Genova. Una protesta che sarà forte perché nessun Governo, soprattutto qui da noi, chiuderà i Cpt e allora toccherà ad altri farlo. Del resto il ministro Amato ha già fatto capire che questo Governo di centro-sinistra, composto anche da chi solo ieri era in prima linea a dichiararsi e mostrarsi contrario a questa logica assurda dei centri di permanenza temporanea. Se basterà la protesta a convincere i Governi? Noi lo crediamo, anche perché il malumore e la contrarietà della gente contro questo modo di controllare la società e i diritti umani sta crescendo».
Poi il giudizio, altrettanto duro, sulla commissione voluta dal Viminale per controllare i centri per immigrati italiani. «Una commissione di facciata, che non ha nessun senso e nessun potere decisionale se non quello di nascondere il voltafaccia di questo Governo sul tema dei Cpt. Tra un po’ ci diranno che se con qualche aggiustatine, magari con l’aggiunta di qualche interprete e di qualche servizio in più per gli immigrati i Cpt vanno bene. Noi non siamo d’accordo perché per noi non possono esistere Cpt più umanitari. Noi non siamo allineati o schiavi di questo Governo».
Un attacco frontale alle componenti dell’attuale Governo, in primis quelle dell’ala della sinistra radicale, arriva invece dal consigliere regionale Alessandro Metz (Verdi): «Quello che è veramente inconcepibile è dover constatare che chi fino a pochi mesi fa era qui con noi, a protestare contro i Cpt, oggi non solo si è guardato bene dal presentarsi ma addirittura si nega al telefono».
«Abbiamo tentato di contattare l’assessore regionale Antonaz per vedere se c’era la possibilità di mediare, di allentare la tensione con le forze dell’ordine ma niente, nessuna risposta. E’ quantomeno paradossale, in ogni caso, che l’assessore regionale sull’immigrazione, esponente di Rc, lo stesso partito che vanta un ministro che va in giro per i Cpt la speciale commissione sui Centri per immigrati voluta da Amato, oggi non sia qui».
Parole dure, ma estese a tutta l’ala radicale del centro-sinistra. «Il comportamento di Antonaz forse è un segnale dei tempi che corrono, dove si possono cambiare idea e ideali a seconda degli interessi del Governo a cui si appartiene. Un segnale preoccupante ma ben visibile, nonostante il teatrino che hanno messo in piedi. Se ci sentiamo usati e scaricati? Assolutamente no, noi siamo comunque ancora qui a difendere i diritti umani e della società civile».
(ma.ce.)
Antonaz: provo un grande sconforto
«Grande sconforto» ha manifestato l’assessore regionale alla Cultura e alla Pace Roberto Antonaz dopo aver appreso degli sconti davanti al Cpt.
«Lo sconforto – ha rilevato Antonaz deriva dalla condivisione che la richiesta sacrosanta di chiusura del Cpt vede ancora una volta una reazione sproporzionata».
«Le manifestazioni di questi anni – ha aggiunto Antonaz – sono state numerosissime e tutte improntate a un principio di compostezza e non violenza. Non ho dubbio di ritenere che anche quella di ieri avesse questo carattere. Da parte mia ribadisco per l’ennesima volta che la Regione si è opposta con tutti gli strumenti possibili alla realizzazione e all’apertura del Cpt. Questa posizione non ha subito nessuna incrinatura e verrà riproposta a breve al ministro dell’Interno, Giuliano Amato».
Antonaz si è detto fiducioso «che il governo dia seguito al suo impegno programmatico di superare queste strutture carcerarie, palesemente anticostituzionali», ed ha definito «sbalorditive» le dichiarazioni del consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz, «che ritengo frutto di un’ incomprensione - ha precisato - da parte dei giornalisti presenti. Quelle dichiarazioni, nelle quali Metz si scaglia contro la Giunta regionale e nello specifico contro il sottoscritto - ha concluso Antonaz - penso, qualora fossero state realmente pronunciate, siano state frutto di un colpo di calore».
Dura reazione anche dalla responsabile nazionale immigrazione di Rifondazione Comunista, Roberta Fantozzi.
«Consideriamo le cariche ai manifestanti davanti al Cpt di Gradisca di Isonzo, il trattenimento di uno di essi all’interno del centro (come se il Cpt fosse un posto di polizia), le contusioni che sono state riportate da diverse persone, un fatto grave su cui presenteremo immediatamente un’interrogazione parlamentare. Sui Cpt come sulla gestione delle forze di polizia ci devono essere segnali netti di discontinuità con le politiche del governo Berlusconi».