Inizia la carovana dell’associazione Ya Basta!: oggi il gruppo da Citta’ del México si e’ spostato a San Salvador Atenco per partecipare ad una assemblea indetta dal Frente del Pueblo en Defensa de la Tierra e presieduta da Subcomandante Marcos Delegado Zero. I carovanieri sono stati accolti con grande calore ed emozione al grido di “ese apoyo si se ve” che stava ad indicare l’importanza dellla presenza dell’associazione Ya Basta! a fianco della lotta del popolo di Atenco: non una semplice solidarieta’ esterna, ma una condivisione di una lotta dal basso contro il neoliberismo che conferma loro che non sono soli. L’assemblea e’ iniziata con una presentazione del Frente del Pueblo dalla nascita nel 2002 contro la costruzione dell’aeroporto, al percorso portato avanti in questi anni, alle repressioni subite fino alla ribellione di maggio.
“Que nadie decida por nosotros” Il primo intervento, di Sergio Rodríguez, direttore della rivista Rebeldia, si e’ incentrato sui che cos’e’ la Otra Campaña: una forza politico-sociale dal basso contro il neoliberismo in México e nel mondo per il diritto a fare politica e farla in un’ altra forma rispetto a quella dall’alto, affinche’ ogni popolo possa autodeterminarsi. Continua poi raccontando come le lotte di Atenco si siano intrecciate con quelle della Otra e come si siano incontrati anche i simboli di queste lotte: il machete e il passamontagna. Sergio sottolinea anche che una buona parte dei prigionieri politici del 3/4 maggio non sono cittadini di Atenco, ma fratelli e sorelle aderenti alla Otra che subito si sono recati la’ per portare la propria solidarieta’ e che sono stati per questo considerati figli di quella terra. Ha inoltre ricordato tutte le azioni che si sono svolte in Mexico e in tutto il mondo, in particolare nelle nostre citta’ italiane, subito dopo la violenta repressione di quei giorni: una dimostrazione di solidarieta’ attiva al grido di “Todos somos Atenco” urlato in tutte le lingue. Infine ha sottolineato come adesso la priorita’ della lotta sia la mobilitazione per la liberazione dei prigionieri politici di Atenco.
“Gracias Atenco porque existes” All’intervento di Sergio e’ seguito quello del Delegado Zero. Il Subcomandante Marcos ha ripreso la storia dell’EZLN ricordando come le lotte dal basso, quella di Atenco come quella dell’EZLN, comincino con un gruppo ristretto e non con milioni di persone( nel 1984 i militanti dell’ EZ erano solo in sei…). “Perche’ lottiamo? Perche’ nessuno ci dica quello che dobbiamo fare. Questa e’ la nostra terra e la meritiamo. Questo e’ il nostro colore e ne siamo orgogliosi”. Cosi’ Marcos esprime cio’ che accomuna le lotte dei movimenti sociali in tutto il mondo. Perche’ l’allerta rossa? Marcos spiega il significato e le motivazioni politiche dell’ allerta rossa, cioe’ il blocco completo di tutte le attivita’ di gestione amministrativa e di relazioni con l’esterno dei caracoles( tuttavia all’interno continuano i servizi essenziali di istruzione e sanita’). L’allerta rossa e’ quindi una forma di solidarieta’ verso il popolo di Atenco, col fine di concentrare l’interesse sulle lotte per la liberazione dei presos politicos, in modo che “a chiunque chieda perche’ i caracoles sono chiusi, verra’ risposto por Atenco” e in questo modo dovra’ necessariamente rivolgere l’attenzione ai fatti di Atenco." Il Sub ha concluso il lungo intervento ricordando come la lotta per liberare Ignacio del Valle e gli altri presos politicos sia lotta per la liberta’ di tutti.
“Libertad a los presos por luchar” Rispetto alla situazione processuale e’ intervenuto Juan Hernandez Monge, uno degli avvocati aderenti alla Otra, che si sta occupando della difesa dei prigionieri politici e che ha riferito della loro attuale situazione nelle carceri di Santiaguito e La Palma. Sia i prigionieri sia quelli che sono stati rilasciati, hanno subito violenze, abusi e torture e molti di loro, per la prima volta in Mexico, si sono costituiti parte lesa in un processo contro le forze di polizia.
“Atenco vive! La lucha sigue” L’assemblea, intervallata da cori con machete in pugno, si e’ conclusa con un pranzo comunitario e con i ringraziamenti all’associazione Ya Basta!. In particolare, al momento di lasciare la piazza e il popolo di Atenco, la carovana di Ya basta! e’ stata salutata con canti e cori di lotta, che ribadivano ancora un volta che “ese apoyo si se ve!” Lasciando Atenco il gruppo ha potuto sentire come, nonostante il dolore per quanto e’ successo, la comunta’ di Atenco continua con dignita’ a portare avanti i progetti di autonomia attraverso laboratori per i bambini e gruppi di sostegno psicologico.
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