Mercoledí 2 agosto la Carovana di Ya Basta! é stata ricevuta nel Palazzo dell’Assemblea Legislativa dal deputato statale del PT, candidato alla rielezione, e militante del MST, Valmir Assunção.
Durante l’incontro Valmir ha ripercorso la storia del MST in Bahia e ha analizzato l’attuale congiuntura politica facendo una breve analisi dei 4 anni del governo Lula.
- Quando ha cominciato a lavorare in Bahia l’MST?
V.: L’MST in Bahia nasce nel 1986. La prima occupazione venne fatta il 7 settembre del 1987 in una fazenda del sud della Bahia, vicino alla cittá di Alcobaça. All’occupazione parteciparono 350 famiglie (circa 1500 persone) e dopo una dura lotta, circa 170 riuscirono ad avere la terra. Dopo questo episodio, le occupazioni si sono moltiplicate e oggi in Bahia piú di 10.000 famiglie sono riuscite ad avere la terra, mentre altre 25.000 circa sono in occupazione. Ci sono 2 accampamenti in occupazione da piú di 13 anni: é una realtá molto dura, ma continuiamo a lottare e a sperare. Il problema principale é che finché la situazione non é legalizzata non si ha diritto al credito, né alla casa, e la vita dipende dagli aiuti degli altri insediamenti.
- Come é organizzato il lavoro del MST in Bahia?
V.: Lo Stato di Bahia é divisa in 8 parti regionali ognuna con una propria direzione autonoma. Un rappresentante per regione nei diversi ambiti (educazione, salute, coordinamento...) fa parte del gruppo di articolazione politica statale che é composto da 46 persone, metá uomini e metá donne. La direzione statale a sua volta elegge due persone per la direzione nazionale: si cerca di distribuire i poteri e i ruoli a tutti i livelli. Ogni regione ha una propria segreteria che fa riferimento alla segreteria statale che ha il compito di realizzare le politiche decise a livello nazionale. La forza principale del MST sta proprio in questa divisione di ruoli, potere e competenze. Nessuno é padrone del MST, in questo modo anche se alcuni compagni finiscono in prigione o si allontanano dal movimento, la lotta puó continuare.
- Quali sono le questioni piú importanti per il Movimento oggi?
V.:L’MST é nato come movimento di lotta per la terra e ancora oggi continua lottando per la Riforma Agraria, per un Brasile senza latifondo. La questione della terra é centrale nelle nostre lotte, ma allo stesso tempo é un dettaglio. L’obiettivo principale é che gli esclusi diventino cittadini rispettati, per questo negli ultimi anni stiamo investendo molte delle nostre forze nel settore dell’educazione. Abbiamo scuole di base e superiore in molti dei nostri insediamenti, in alcune realktá al Sud della Bahia, stiamo anche organizzando corsi di lettere, pedagogia, tecnico agricolo e gestione di produzione. In alcuni stati, l’MST partecipa anche a corsi universitari. Tutti gli anni inoltre, vengono mandati circa 15 giovani, scelti nei diversi stati per studiare medicina a Cuba: il corso dura 6 anni e l’anno scorso abbiamo avuto i primi 11 laureati. É’ una grande conquista!
- Come militante del MST, come giudica questi 4 anni di Governo Lula?
V.: In questi anni la Bahia é stato lo stato piú disappropriato del Paese. Questa é stata una cosa molto positiva, ma ci sono diversi punti in cui la politica di Lula, soprattutto in relazione alla Riforma Agraria, ha disilluso le nostre aspettative. Per prima cosa si pensava che il governo potesse creare un credito speciale per la Riforma Agraria, come c’era prima del governo di Fernando Henrique Cardoso, ma non é stato cosí. In secondo luogo speravamo che Lula modificasse la legge che stabilisce che l’INCRA non puó fare controlli di improduttivitá nei terreni occupati chiedevamo di rivedere gli indici di improduttivitá dei terreni latifondiari, indici che risalgono agli anni ’70. I dati devono essere aggiornati in proporzione allo sviluppo della tecnologia agricola. Le ultime richieste riguardavano l’assistenza tecnico-agricola permanente e di scongelare i finanziamenti. Nonostante tutte queste nostre aspettative non si siano realizzate crediamo sia importante rieleggere Lula, perché é l’unico in grado di capire le lotte sociali e siamo convinti ci siano le potenzialitá per un cambiamento radicale.