E non dovrebbe neppure essere l’attacco finale... Continua l’offensiva d’Israele in Libano, anche se, a detta del suo Primo Ministro, non è quella definitiva. Intanto però le truppe prendono posizione per consolidare il controllo del confine, stando dentro il territorio libanese, naturalmente. Raggiungiamo Michele Giorgio, che dalle pagine del Manifesto, ci aggiorna da anni sulle vicende del Medio Oriente.
L’intelligence israeliana ha calcolato l’impatto che avrà questa operazione, sia dal punto di vista strategico che in ordine di perdite di vite umane. Israele è pronta a sacrificare 500 uomini in questa nuova fase, con la consapevolezza che un attacco della portata prevista porterà almeno a settemila morti libanesi. Civili.
"Una situazione incredibile. Quello che emerge comunque è che Israele ha sospeso la nuova offensiva, ma continua la prima, che ha prodotto milioni di sfollati e vittime civili. La riunione del consiglio di sicurezza dell’Onu non riuscirà ad evitare che la nuova offensiva possa partire. La guerra rischia di non finire mai. Le bozze preparate non prevedendo il ritiro dei soldati israeliani dal territorio libanese fanno intuire che a queste condizioni il conflitto non può finire. Proseguono anche i lanci dei razzi di Hezbollah, Nashrallah ha addirittura invitato gli abitanti arabi ad abbandonare Haifa."
Ci si poteva aspettare che la politica di Olmert e Peretz potesse portare a questo?
"Al di là dei nomi, era chiaro da mesi che questa questione rigurda da vicino l’Iran e la questione nucleare. Usa e Israele proveranno a colpire le centrali nucleari iraniane, presto o tardi. Insieme alla questione iraniana bisogna sommare le tensioni tra Siria e Stati Uniti e Libano e Israele. Qualcuno cerca di preparare le posizioni per guerre future ma probabili".
Guerre devastanti.
La corrispondenza con Michele Giorgio a cura di A cura di Ivan Grozny.

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