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Giovedì 10 agosto 2006 00:00 La guerra di oggi, la guerra di domani

E non dovrebbe neppure essere l’attacco finale... Continua l’offensiva d’Israele in Libano, anche se, a detta del suo Primo Ministro, non è quella definitiva. Intanto però le truppe prendono posizione per consolidare il controllo del confine, stando dentro il territorio libanese, naturalmente. Raggiungiamo Michele Giorgio, che dalle pagine del Manifesto, ci aggiorna da anni sulle vicende del Medio Oriente.
L’intelligence israeliana ha calcolato l’impatto che avrà questa operazione, sia dal punto di vista strategico che in ordine di perdite di vite umane. Israele è pronta a sacrificare 500 uomini in questa nuova fase, con la consapevolezza che un attacco della portata prevista porterà almeno a settemila morti libanesi. Civili.
"Una situazione incredibile. Quello che emerge comunque è che Israele ha sospeso la nuova offensiva, ma continua la prima, che ha prodotto milioni di sfollati e vittime civili. La riunione del consiglio di sicurezza dell’Onu non riuscirà ad evitare che la nuova offensiva possa partire. La guerra rischia di non finire mai. Le bozze preparate non prevedendo il ritiro dei soldati israeliani dal territorio libanese fanno intuire che a queste condizioni il conflitto non può finire. Proseguono anche i lanci dei razzi di Hezbollah, Nashrallah ha addirittura invitato gli abitanti arabi ad abbandonare Haifa."
Ci si poteva aspettare che la politica di Olmert e Peretz potesse portare a questo?
"Al di là dei nomi, era chiaro da mesi che questa questione rigurda da vicino l’Iran e la questione nucleare. Usa e Israele proveranno a colpire le centrali nucleari iraniane, presto o tardi. Insieme alla questione iraniana bisogna sommare le tensioni tra Siria e Stati Uniti e Libano e Israele. Qualcuno cerca di preparare le posizioni per guerre future ma probabili".
Guerre devastanti.
La corrispondenza con Michele Giorgio a cura di A cura di Ivan Grozny.
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Mercoledì 9 agosto 2006 23:32 Bolivia. Iniziano a Sucre i lavori della Costituente indígena

Domenica scorsa a Sucre, capitale amministrativa dello stato boliviano, si sono aperti ufficialmente i lavori della costituente. Dureranno un anno e daranno alla luce, si spera, il nuovo assetto politico dello stato. Il 6 agosto 1825, nella piazza principale di Sucre, plaza 25  (...)

Giovedì 3 agosto 2006 15:06 Venezia - 29 attivisti no mose denunciati

Venezia - Si e` svolta questa mattina alle 11.30 davanti alla sede del Consorzio Venezia Nuova la conferenza stampa indetta dall`Assemblea Permanente No Mose contro le denunce che colpiscono una trentina dei suoi attivisti. Le denunce recapitate lunedi` scorso casa per casa  (...)

Giovedì 3 agosto 2006 04:47 Xochimilco, lo zapatismo dalla terra all’acqua

A Xochimilco, un quartiere ad un pugno di chilometri dal cuore di Citta’ del Messico, l’ acqua sembra morta ma e’ piena di vita. Un trenino formato da tre canoe scivola sui canali. Mai come oggi la delegazione di Ya Basta si e’ sentita una  (...)

Giovedì 3 agosto 2006 04:40 Lo sciopero dei maestri di Oaxaca: incontro con il Cipo

La carovana di Ya Basta arriva a Oaxaca all’ alba del 29 luglio dove veniamo accolti dai compagni del CIPO (consiglio indigeno popolare di Oaxaca). Due case di mattoni rossi in costruzione, cucina all’ aperto e galline infastidite dalla nostra presenza. Il CIPO  (...)

Mercoledì 2 agosto 2006 16:35 L’informazione ribelle: il centro dei Medios Libres

Una delegazione di studenti appartenenti all’associazione Ya Basta ha incontrato oggi i compagni e le compagne che gestiscono il centro di Medios Libres a Citta’ del Messico. La loro sede e’ stata inizialmente occupata nel novembre del 2004, e loro sono uno dei  (...)

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