Diverse le notizie importanti che giungono dal Medio Oriente quest’oggi. Innanzi tutto si guarda con interesse a quanto sta accadendo sul fronte interno in Palestina. Trovato accordo tra Hamas, Fatah e altre formazioni politiche per un governo di "larghe intese".
Ci racconta tutto Michele Giorgio, corrispondente per il quotidiano "Il Manifesto" che raggiungiamo a Gerusalemme.
"Dopo mesi di trattative si è arrivati a questo accordo. Un governo che dovrebbe racchiudere tutte le forze politiche palestinese ad esclusione di Jihad Islamica. Una maggiore unità favorisce una politica comune soprattutto sul piano internazionale. Certo non tutti i blocchi economici saranno tolti immediatamente, perchè Isralele e Usa vogliono una dichiarazione, chiara, di riconoscimento di Israele, che Hamas continua a non volere. Forse l’Europa però sarebbe meglio predisposta a delle trattative. Per ora è solo una ipotesi. Per le questioni interne dovrebbe essere un bene, con meno episodi di violenza e scontri nelle strade tra militanti di Hamas e Al Fatah".
L’attacco all’ambasciata statunitense a Damasco rischia di oscurare questa notizia. Colpiscono l’obbiettivo e la sede di quest’azione.
"Chi ha pensato a questo attentato cercava un obbiettivo importante in una occasione particolare come il quinto anniversario dell’11 settembre. E’ presto per dire se davvero è stato organizzato da Al Qaeda. Gli oppositori del regime siriano lanciano strali contro il governo che indicano come complice o comunque puntano il dito sulla repressione che scatterà da ora. Ma bisogna pure dire che non era da escludere che sarebbero arrivati queste considerazioni da parte degli oppositori interni. Bisognerebbe invece pensare di più a quanto sta accadendo in Iraq, dove ogni giorno ci sono scontri e dove oltre all’occupazione si sta svolgendo una guerra interna che rischia di diventare sempre più sanguinosa. Ma l’Iraq sembra non godere più di grande attenzione".
Ascolta l’intervista di
Ivan Grozny a Michele Giorgio, giornalista del Manifesto.

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