Suona la campanella per otto milioni di studenti a cominciare dalle regione del nord. Mentre l’anno scolastico riprende
Save the Children lancia una campagna a sostegno 43 milioni di bambini senza diritto all’istruzione. Obbiettivo raggiungere per il 2010 un’educazione di qualità per 8 milioni di minori che vivono in paesi di guerra. “ Obbiettivo difficile da raggiungere" - come spiega
Valerio Neri direttore di Save the Children
audio Le conseguenze del mancato accesso all’istruzione dei minori che vivono nelle zone di guerra sono drammatiche. In queste aree il sistema scolastico è il primo a pagare: se non distrutte dai bombardamenti, le scuole spesso vengono, per così dire, sequestrate per essere trasformate in basi di milizie o per accogliere e ospitare gli sfollati.
Nel 2003 in più della metà dei conflitti armati nel mondo si è fatto ricorso a soldati minori di 15 anni, tra gennaio e amrzo 2005, in nepal sono sono stati rapirti dalle scuole rurali 11800 studenti, costretti con la forza a entrare nelle file dei miliziani. Nel rapporto inoltre si parla della devastazione del dopo guerra. Oltre alla strutture mancano gli insegnanti, vittime civili dei conflitti.
Che cosa fa la scuola italiana per i 500mila studenti migranti che quest’anno hanno risposto all’appello? Poche le risorse sia a livello locale e nazionale per permettere la creazione di progetti educativi finalizzati alla promozione della multiculturale. Nel paese si discute di diritto di cittadinanza, di regole, ma la scuola, prima istituzione in lungo percorso di costruzione di una società multiculturale, si ritrova a dover sostenere questo peso sul volontariato degli insegnati.
Lorenzo Pecunio insegnante e coordinatore del Piano Offerta Formativa di Venezia.
audio La campanella è suonata anche per il ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, che promette fondi e borse di studio, una scuola improntata innanzitutto alla multiculturalità. Di fatto, denuncia
Marzio Sturaro dei Verdi scuola di Padova: “ Tra i banchi di scuola poco è cambiato e siamo di fronte ad una finanziaria sorda alle problematiche della scuola”.
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