Ancora una volta, purtroppo, Vicenza diventa protagonista in negativo dello scenario di guerra globale.Ricordiamo tutti i treni in partenza da Grisignano nel 2003, carichi di mezzi militari diretti alla guerra in Iraq, prima e durante la guerra migliaia di cittadini vicentini sono scesi in piazza, hanno circondato la Ederle, centinaia hanno occupato la stazione di Grisignano cercando di fermare i convogli bellici, esprimendo il sentire comune di una città che ripudia la guerra.
L’investimento del governo USA sull’aeroporto Dal Molin, che mira a far diventare Vicenza la base logistica e operativa per i conflitti in atto e per le future operazioni belliche, non ha trovato consenso nei cittadini, movimenti,associazioni e partiti scesi in piazza, presenti in massa a consigli comunali e di circoscrizione per protestare contro la militarizzazione del territorio.
Queste mobilitazioni hanno fatto capire chiaramente che la città non vuole la trasformazione del Dal Molin in base di guerra. Per contro, assistiamo ad un rimpallo di responsabilità tra governo centrale di centro-sinistra e la giunta di centro-destra del comune di Vicenza: Hullweck e la sua giunta hanno responsabilità ben precise, hanno seguito con i militari americani e il governo Berlusconi il progetto in tutte le fasi, L’hanno fatto nascondendolo ai cittadini, cercando di trasformare la nostra città in una enorme guarnigione militare cementificando una vasta porzione di territorio, su di un quartiere che già è oggetto di un’enorme speculazione immobiliare; dall’altra parte il governo di centro-sinistra, che ha vinto le elezioni anche grazie ai voti di chi è stato contrario alla politica di guerra del governo Berlusconi, rifiuta di prendere una posizione ben precisa contro il Dal Molin riversando la responsabilità sulla giunta Hullweck che "rappresenta" la città di Vicenza.
Proprio qui sta la contraddizione principale: l’amministrazione comunale non rappresenta i cittadini di Vicenza, per la maggioranza contrari all’allargamento delle servitù militari, quindi a nostro avviso un pronunciamento del consiglio comunale non può avere una valenza decisiva sulla questione e il governo deve assumenrsi la responsabilità di accettare il responso che la città ha già dato.
I dottori "Azzeccagarbugli" smettano di cercare formule come "silenzio-dissenso" e di smistare una corrispondenza che ai cittadini non interessa.
Come studenti delle scuole superiori vicentine non siamo disposti a guardare in silenzio quello che sta succedendo, siamo parte attiva di questa città e come tali vogliamo che la nostra voce possa contare, e possa quindi sentirsi il nostro no alla guerra. Molti di noi hanno percorso un cammino con chi si è mobilitato in questi mesi, abbiamo condiviso il sogno di chi vorrebbe l’area del Dal Molin trasformata in verde pubblico come abbiamo vissuto la preoccupazione degli abitanti dei quartieri di abitare di fianco ad un’enorme strumento di morte; crediamo che il sogno sia più forte della guerra e pensiamo che la battaglia sul Dal Molin possa essere vinta.
Per questo sabato 23 scenderemo in piazza e le scuole che frequentiamo saranno in sciopero, l’abbiamo già fatto quando è scoppiata la guerra in Iraq e quando ci è stata imposta la Gendarmeria Europea, invitiamo quindi tutti a partecipare: comitati, osservatorio, cittadini per ribadire a gran voce che il no alla militarizzazione di Vicenza è già stato detto, sta solo a Governo e Comune prenderne atto.
Coordinamenti Studenteschi di Vicenza-Thiene-Schio
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