Nella prima parte della trasmissione siamo andate in Messico per seguire gli aggiornamenti dalla città di Oaxaca, dove continuano le mobilitazioni della APPO per l’autonomia e per la cacciata del governatore Ulises Ruiz, inoltre sembrerebbe imminente un attacco militare nei confronti dei cittadini, mentre la città continua a resistere con barricate e blocchi delle scuole. Abbiamo anche seguito in questi giorni gli ultimi comunicati a puntate del Subcomandante Marcos "gli Zapatisti e la Otra: i pedoni della storia", nei quali viene proposta un’analisi dell’attuale situazione politica messicana, della frode elettorale rispetto alle elezioni presidenziali, spiegando come sia nata la Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona e la Otra Campagna e quali saranno le proposte per continuare la lotta in tutto il paese.
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Ci siamo poi spostate in Venezuela, ascoltando un’intervista realizzata insieme a José Manuel, Direttore di Pianificazione e Progetti Speciali della città di Caracas, direttore della televisione metropolitana Avila TV (recente esperienza di sviluppo di una televisione comunitaria per giovani in un ambito, culturale, ricreativo, formativo...una scuola di produzione audio-visiva) ed Hector, Direttore della Cooperazione Internazionale di Caracas, (entrambi sono membri dell’Associazione Nazionale dei Mezzi di Comunicazione Alternativi e Comunitari - ANMCLA), rispetto all’attuale quadro politico venezuelano, in vista delle elzioni presidenziali del prossimo 3 dicembre, anche all’interno della più generale situazione politica dell’America Latina, parlando dei movimenti sociali, studenteschi e dei mezzi di comunicazione alternativi.
[ 1 parte ]
[ 2 parte ]
Siamo poi scese fino alla Patagonia, per raccontare, insieme a Monica dell’Associazione Ya basta di Treviso, le ultime notizie che arrivano dalle terre che appartengono ai fratelli e alle sorelle Mapuche e che a loro sono state espropriate dalla multinazionale Benetton.
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Infine abbiamo raggiunto il Cile: continuano le mobilitazioni studentesche contro la Legge Organica Costituzionale di Insegnamento, eredità del periodo di dittatura di Pinochet: le manifestazioni in diverse parti del paese hanno visto circa 7000 studenti scendere nelle strade a Santiago. Durante la marcia per chiedere alla presidentessa Bachelet una modifica sostanziale del sistema educativo, gli studenti sono stati violentemente caricati dalle forze dei carabinieri e la manifestazione si è conclusa con 80 giovani arrestati. In Cile si stanno mobilitando anche i lavoratori della salute: da 3 settimane continua lo sciopero contro la flessibilità del lavoro, contro la privatizzazione della salute e per il diritto all’accesso alla sanità senza distinzioni socioeconomiche. Anche queste manifestazioni hanno sofferto la repressione diretta (cariche con idranti e gas lacrimogeni) e indiretta ( chiusura degli asili per i figli dei manifestanti) del governo.
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