Finisce con un nulla di fatto la votazione avvenuta ieri in Senato. Non passa infatti l’articolo 5 del provvedimento della giustizia.
Senza questa norma d’urgenza il ddl Mastella di sospensiva entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale. Quindi, dopo il 28 ottobre, (data prevista dal ddl Castelli entro la quale tutti i magistrati dovranno scegliere se fare il giudice o il pubblico ministero). L’Associazione Nazionale Magistrati sconcertata per il risultato al Senato, non esclude l’arma dello sciopero.
Senza entrare nel dettaglio di una riforma della giustizia, che rischia di creare un asse pericoloso tra le procure e il potere dell’esecutivo mettendo a rischio l’autonomia della magistratura, si delinea sempre di più il destino di questo governo: un destino segnato da un inevitabile collasso se non si mette in gioco il coraggio di agire su grandi temi in maniera radicale.
Più che di una “rivisitazione” delle leggi create dal centro destra, l’Italia, necessiterebbe di riforme strutturali: immigrazione, legge sulle droghe, riforma finanziaria, giustizia...
Il commento di Marco Rigamo,
"Liberi tutti".

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