"All’inizio dell’estate, il ministro Mussi aveva minacciato le dimissioni quando il governo aveva tagliato del dieci per cento i finanziamenti dedicati a università e ricerca, nella "manovrina" di Visco e Bersani. Non ci credette nessuno, e infatti non si dimise: il ministro Padoa-Schioppa gli aveva promesso che quei settori strategici sarebbero stati risarciti in finanziaria. Ecco l’autunno, e alle prime voci di una manovra "lacrime e sangue" anche per la ricerca tornano anche le minacce di dimissioni di Mussi. Ma era una battuta da toscanaccio, come ammette anche lui, e non andava preso sul serio. Anzi, nelle interviste di questi giorni il ministro si dice "soddisfatto" della finanziaria appena presentata. Per risolvere il problema della dilagante precarietà negli atenei e negli enti di ricerca, Mussi annuncia trionfante che nei prossimi tre anni 3500 nuovi ricercatori verranno assunti. Il vago riferimento ad un piano straordinario di assunzioni, nella legge finanziaria, non ne specifica cifre né criteri."
Queste le prime riflessioni che aprono l’articolo che appare sul Manifesto di oggi a firma di Giuseppe Allegri e Andrea Capocci di PreCat.
Ascolta l’intervista a Giuseppe Allegri, Ricercatore all’Università "la Sapienza" di Roma.
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