Stiamo seguendo la manifestazione che si stà svolgendo a Roma convocata ai sindacati di base dell’RdB sul tema specifico dei precari all’interno dei posti del pubblico impiego.
Una manifestazione che, fra l’altro, segue ad una settimana in cui moltissime sono state le assemblee all’interno dei posti di lavoro perché, ovviamente, appena si è capito che la finanziaria non risolveva ma che anzi manteneva intatta una situazione di precarietà nel pubblico impiego , chiaramente l’agitazione si è alzata.
Uno dei punti dolenti che fa discutere intorno alla finanziaria è la semi rivolta dei sindaci italiani rispetto al taglio dell’erogazione dei fondi dallo stato centrale verso i comuni.
Ce ne parla Beppe Caccia, consigliere comunale Verdi.
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"Si tratta di un’ operazione di grande mistificazione quella nei confronti delle autonomie locali.
E’ un operazione che ha una doppia faccia: da un lato vengono drasticamente ridotti , ancora più di quello che aveva fatto nelle scorse leggi finanziarie il ministro berlusconiano Tremonti, i trasferimenti diretti dallo Stato agli enti locali. Sono interventi che, rispetto al calcolo del sindaco di Ancona Fabio Sturani, costeranno qualcosa come 130/140 euro per ogni cittadino. Verrà dunque a mancare nel trasferimento dalle casse centrali dello Stato verso i comuni il corrispondente per questo aumentare per ogni cittadino.
Mentre da un lato lo stato centrale toglie risorse fondamentali agli enti locali, dall’altro finge di concedere agli stessi comuni una maggior autonomia dal punto di vista fiscale, dal punto di vista della possibilità di imporre autonomamente tributi e poi di riscuotere li stessi.
Questo vale per la possibilità di sbloccare, diversamente dagli anni passati, l’addizionale comunale all’Irpef , di aumentare l’Ici attraverso gli adeguamenti capitali, di imporre delle tasse di scopo e di, questo ovviamente vale per i comuni a maggiore presenza e densità turistica, imporre la cosiddetta “tassa di soggiorno”.
Con le operazioni sulle aliquote fiscali vengono date alcune briciole ai settori sociali meno abbienti, anche se su questa definizione ci sarebbe molto da dire perché a partire dai 30.000 euro di reddito lordo non c’è alcun beneficio sul piano delle detrazioni degli assegni famigliari e dagli sconti sull’Irpef . Anzi, dai 30.000 euro lordi in su , tutti sono maggiormente tassati ma si fa quest’ operazione “cosmetica” che riguarda sostanzialmente lo stendere una “cortina fumogena” davanti alla finanziaria . In conclusione la realtà è che i cittadini vengono penalizzati a livello di comuni con la differenza che la magra figura del livello di governo assetato di tasse la fanno le autonomie locali e non lo stato centrale. "