L’ennesima accusa di corruzione è arrivata meno di due settimane dalle elezioni del 1° ottobre.
Il 20 settembre Luis Ignacio Lula da Silva ha destituito Ricardo Berzoini, presidente del Partido dos Trabalhadores (PT) e coordinatore della campagna elettorale. Berzoini e altri dirigenti del PT sonos tati accusati dal Tribunale Superiore Elettorale del Brasile di aver comprato documenti per screditare alcuni candidati dell’opposizione.
Lo scandalo è scoppiato il 15 settembre dopo l’arresto di Aldebran Padilha e Gedimar Passos, due militanti del PT trovati in possesso di una valigia che conteneva 800mila dollari.
I due hanno dichiarato che il denaro serviva per comprare un dossier che avrebbe compromesso alcuni parlamentari dell’opposizione, in particolare Josè Serra, candidato favorito alla carica di governatore dello Stato di São Paulo.
Il dossier accusava Serra di aver gonfiato le fatture d’acquisto delle ambulanze quand’era Ministro della Sanità nel governo di Fernando Henrique Cardoso (1994-2002).
Ma il rapporto, pubblicato parzialmente dal settimanale Istoé, è passato in secondo piano: per la stampa e la classe politica brasiliana il fatto più grave è il metodo che il PT ha cercato di usare per vincere e elezioni.
All’inizio di settembre Osvaldo Bargas e Jenzo Lorenzetti, ex sindacalisti vicini a Lula, avevano proposto lo stesso dossier sulla rivista Epoca, che ha denunciato la manovra in un articolo.
Il Tribunale Superiore Elettorale ha avviato una inchiesta per scoprire se il presidente brasiliano era a conoscenza dei fatti. L’opposizione ha chiesto il ritiro della sua candidatura.