NEWS

Venerdì 20 ottobre 2006 12:02 Incontro continentale di popoli e nazioni indigene di Abya Yala

Se acabó el resistir por resistir, llegó nuestro tiempo!

I popoli indigeni Abya Yala (ribattezzata dagli europei America) si sono ritrovati a La Paz per ricordare i 514 anni di oppressione ed avanzare nel processo di liberazione del continente.

Dal cuore dell’America del sud, nella terra boliviana di Bartolina Sisa e Tupak Katari, il 12 ottobre di questo anno, noi delegati e delegate dei popoli originari, indigeni del Abya Yala, riuniti nell’Incontro Continentale dei Popoli e delle Nazioni Indigene del Abya Yala a La Paz, facciamo sentire la nostra voce.

Nel nuovo scenario che si prospetta per il Pachakuti, in questi tempi di culminazione del Quinto Sole, arriverà presto il giorno in cui finirà la paura, l’odio e il materialismo nei quali viviamo e che ci fanno soffrire. In questo giorno l’umanità come specie che minaccia di distruggere il pianeta si evolverà fino all’integrazione armonica con tutto l’universo, capendo che tutto è vivo e cosciente, che siamo parte di questo tutto e che risorgeremo in una nuova era di luce.

Dopo 514 anni di oppressione e dominazione, noi siamo ancora qui, non sono riusciti ad eliminarci. Abbiamo resistito alle politiche di invasione, distruzione e saccheggio, chiamate oggi "neoliberismo", che ci impongono l’estrazione delle nostre risorse naturali a beneficio delle imprese multinazionali, causando impatti sociali, economici e culturali devastanti per lo stile di vita dei nostri popoli originari, ma anche per tutta l’umanità e per madre natura.

Comincia una nuova era per i popoli indigeni originari. La dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni è stata fatta sulla base di un lavoro permanente dei popoli indigeni del mondo portato avanti per più di venti anni. Sebbene questa dichiarazione rifletta molte delle nostre aspirazioni, non rispecchia pienamente il diritto dei nostri popoli alla libera determinazione, che viene interpretato secondo una visione differente rispetto alla nostra. Nonostante ciò, esortiamo i governi ad approvarla e a prenderla come base per legiferare in materia di popoli indigeni.

L’istallarsi di multinazionali nelle nostre terre ha generato povertà, migrazione e contaminazione delle nostre risorse ( terra, acqua, semi, geni, biodiversità). Davanti a questa situazione abbiamo cominciato a creare meccanismi di resistenza che ci permettono di sopravvivere con dignità. I governi devono riconoscere che è grazie ai nostri popoli che è stato possibile preservare la biodiversità e gli studi riguardo a questa, perciò, devono garantire l’esistenza dei nostri popoli erogando risorse per poter mantenersi autonomamente e smettere di stabilire meccanismi che promuovono la privatizzazione delle nostre risorse naturali, conoscenze tradizionali e spirituali.

Gli Stati devono considerare che al loro interno vivono popoli indigeni, non esiste una sola nazione; pertanto devono riconoscere la Plurinazionalità e rispettare e riconoscere le nostre forme proprie di governare. Esigiamo la rifondazione degli Stati per raggiungere la convivenza tra i popoli, affinché non esista l’esclusione e l’emarginazione. Grazie alla resistenza e la lotta dei popoli originari, insieme a quella di altri settori nel continente, oggi abbiamo ottenuto il trionfo di Evo Morales, una conquista che ci invita a rinforzare e consolidare le organizzazioni nella costruzione del vero potere che sorgerà dall’esperienza dei nostri popoli indigeni.

Rivendichiamo il diritto di costruire un nuovo Stato partendo dal pensiero indigeno con la partecipazione maggioritaria del popolo, con una proposta unitaria della Cultura della vita, costruendo una sovranità che riposi sulla nostra identità e sulla nostra visione del mondo, e partecipando democraticamente. Continuiamo rafforzando i nostri processi organizzativi e le nostre lotte finchè non raggiungeremo la costruzione dell’Unione dei Popoli del Abya Yala e la ricostruzione del "vivere bene", che significa vivere in una armonia tra persone e natura; allo stesso tempo offriamo al mondo il beneficio dei valori della nostra cultura.

Dalle nostre famiglie, gruppi, comunità e popoli, sia che partecipiamo o meno al governo dei nostri paesi, siamo noi stessi a decidere e ad instradare i nostri destini, noi stessi ci assumiamo la volontà e la responsabilità del Vivere bene che ci è giunta dai nostri avi, per diffondersi dal più piccolo e semplice al più grande e complesso, per costruire orizzontalmente e pluralmente la diversità della cultura della vita, per esercitare così la libera determinazione dei nostri popoli, anche senza il riconoscimento degli Stati.

Rifiutiamo energicamente la criminalizzazione delle lotte dei popoli indigeni e dei movimenti sociali. La lotta non si ferma, è finito il resistere per il resistere, è giunto il nostro tempo. Il nostro cammino consiste nel coordinarci, articolarci, comunicare tra noi in modo permanente considerando tutti i nostri problemi, le nostre necessità e le nostre proposte. Da qui convochiamo i Popoli Indigeni di Abya Yala a partecipare al Terzo Incontro dei Popoli e delle Nazionalità Indigene di Abya Yala che si realizzerà dal 26 al 30 marzo 2007 in territorio maya, Guatemala.

Il nostro cammino è tracciato, ma abbiamo bisogno di altri settori della società che si sentono oppressi, per realizzare le trasformazioni a cui aspiriamo; per questo invitiamo a partecipare attivamente alla Conferenza Sociale per l’Integrazione dei Popoli, che si realizzerà a Cochabamba, in Bolivia, dal 6 al 9 dicembre del 2006.

Condanniamo gli atti guerrafondai e interventisti che il governo degli Stati Uniti sta portando avanti in molti paesi del mondo e dell’America per difendere i suoi interessi. Allo stesso tempo solidarizziamo con la lotta di tutti i popoli e i governi che difendono il diritto alla libera determinazione, come Cuba e il Venezuela.

Siamo testimoni dei gravi problemi che sta attraversando il popolo e il governo boliviano, minacciato dai gruppi dell’oligarchia economica che hanno l’appoggio statunitense. Inoltre siamo stati testimoni degli sforzi che il popolo e il governo boliviano capeggiato dal compagno presidente Evo Morales stanno facendo per costruire un nuovo paese. Saremo sempre vigili su quello che accade in Bolivia e chiediamo ai popoli del pianeta di solidarizzare e appoggiare questo processo.

Salutiamo i movimenti di rivendicazione e resistenza che si stanno formando all’interno dei nostri popoli in tutto il continente. Celebriamo il 12 ottobre come il giorno della resistenza indigena. Invochiamo la memoria dei nostri milioni di martiri che sono stati massacrati dal 1492 fino alla data di oggi. I paesi invasori hanno un debito storico con i nostri popoli.

Jallalla popoli indigeni del Abya Yala!

Abbiamo finito di resistere per il resistere, è giunto il nostro tempo!

La Paz, 12 ottobre 2006

Venerdì 20 ottobre 2006 00:00 Trento - Prime iniziative al CSA Bruno, se ci sgomberano torneremo!

Prosegue bene all’insegna della partecipazione dal basso l’occupazione dello stabile ex-zuffo oramai divenuto per la città il CSA "Bruno". Da mercoledì gli attivisti stanno ristrutturando l’edificio e già una buona parte è stata resa agibile alle persone  (...)

Venerdì 20 ottobre 2006 00:00 Verona - "Layca" : autodeterminazione, laicità, libertà.

Giovedì 19 ottobre Questa mattina è giunto nella città di Verona, ad aprire il quarto convegno della Cei, Papa Ratzinger. Le strade di Verona, in previsone del suo arrivo, sono state ripulite e asfaltate di fresco per 240 mila euro di soldi pubblici stanziati nel bilancio  (...)

Giovedì 19 ottobre 2006 16:38 Alessandria - Sciopero del biglietto

Si è svolta ieri la giornata di sciopero del biglietto indetta dagli studenti in movimento. Gli attivisti, oltre ad aver bloccato le obliteratrici degli autobus, hanno distribuito un vademecum di autodifesa dai controllori e contenente le varie tecniche di sabotaggio delle  (...)

Giovedì 19 ottobre 2006 14:37 Bologna - Prima commissione pubblica sul CPT in Comune

In seguito all’irruzione di lunedì scorso in Consiglio Comunale da parte degli attivisti dei centri sociali e dei collettivi universitari bolognesi per chiedere all’amministrazione locale di esprimersi in maniera netta contro il CPT di via Mattei, si è tenuta  (...)

Giovedì 19 ottobre 2006 00:00 Presentazione del seminario IWW (Invisible Workers of the world)

Sabato 21 e domenica 22 Ottobre si terrà, presso l’ex palazzina del Coni, in Viale Matteotti 15 a Firenze, il seminario degli IWW (Invisible Workers of the world). Uno spazio di radicale innovazione, che si propone di stare all’altezza della complessità delle questioni che  (...)

[ Torna su ]
Ricerca per argomento:
Ricerca libera:
Ricerca geografica:

Sito realizzato da HCE web design - Gestione server e servizi di rete globalproject experimental networks

Tutti i materiali presenti sul sito sono distribuiti sotto licenza Creative Commons

» login «