Un concerto vi seppellirà – considerazioni a 40° gradi in una città che sta per trasformarsi in un deserto.

Utente: RadioKairos
11 / 8 / 2012

obey

Di pochi giorni fa la notizia della sospensione dei live in spazi outdoor a Bologna per il resto dell’estate: il TAR ha dato ragione ad una manciata di residenti con un’ossessione per il presunto degrado provocato teoricamente dalla musica indipendente e dal suo pubblico, mettendo fine ai concerti ed al prezioso lavoro di chi ha organizzato dignitosissime rassegne estive di eventi culturali.

Poi rincara Grillo: nel sermone elargitoci equipara la movida (la movida?) ad un crimine e sostiene l’operato di Pizzarotti – nuovo sindaco cinque stelle (di partito, non di valore) eletto a Parma – che proibisce la somministrazione di alcolici dalle 21 alle 7.

A questo punto, mi tocca fare (l’ennesimo) coming out.

Io vado ai concerti, non solo d’estate – e questo rende la mia vita migliore.

Mi capita di fare tardi la notte – e non per questo permetto al signor Grillo di mettermi sullo stesso piano di un camorrista.

Agli eventi notturni e diurni a cui partecipo, esprimo socialità insieme ad altr*: se dei residenti intravedono in ciò qualcosa di degradante, consiglio una buona psicoterapia – sono solidale con chi soffre di disturbi paranoicossessivi, ma non per questo intendo permettere a forme di malessere psichico altrui di regolare la mia vita.

Nell’estate bolognese non si produce rumore: si produce musica e fino ad un orario più che decente, in una città che campa economicamente sugli studenti e sul flusso di persone che la attraversano seguendo gli eventi culturali che vi si organizzano. Se vivere in centro produce nei residenti di queste idiosincrasie, prendano in considerazione l’idea di andare a vivere fuori dalle mura della città – su un colle, su un monte, querelino i grillino se credono.

Mi capita di organizzare concerti ed eventi culturali, mi capita anche di promuoverne di altr* su una radio indipendente: credo fermamente che la cultura sia la risposta a questa crisi e che la sua promozione possa dotarci degli strumenti per portare questo paese fuori dal medioevo in cui è precipitato. Credo anche che le operatrici e gli operatori di questo settore siano sottopagat*, sfruttat*, esclus* da ogni forma di welfare – da oggi anche additat* come delinquenti.

Ho come l’impressione che ci sia gente terrorizzata ed in preda a pulsioni non proprio costruttive: a differenza di chi passando da buffone a profeta strepita attorniato da una corte di giustizionalisti, a differenza di chi esorcizza le proprie psicosi sociali vedendo degrado dove non c’è, a differenza di uno stuolo di banchieri travestiti da tecnici che pretendono di barattare la nostra favolosità con una forma non proprio sexy di austerità, c’è chi non ha paura – e da questa crisi uscirà ballando.

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