Manifestazione No Tav - Terzo Valico in Valpolcevera

1.500 No Tav - Terzo Valico manifestano in Valpolcevera. Intanto in Piemonte...

18 / 11 / 2012

La prima manifestazione contro il Terzo Valico in Valpolcevera con una partecipazione nell’ordine delle migliaia di persone.

Ieri non era infatti la prima volta che il movimento dei cittadini che si oppongono alla costruzione del Tav Genova – Tortona scendeva nelle strade della Valpolcevera in Liguria. Era già stato fatto dal comitato di Villa Sanguinetti ad Aprile con una manifestazione che coinvolse circa 500 persone e ad Ottobre per rispondere all’apertura del cantiere per la costruzione di uno dei campi basi con la partecipazione di alcune centinaia di persone.

Ad attraversare le strade della Valpolcevera ieri, da Bolzaneto fino a Certosa, sono state invece circa 1.500 persone fra donne, uomini, anziani, bambini, espropriati e attivisti dei comitati. Fra loro anche duecento piemontesi provenienti da Arquata, Serravalle, Novi, Pozzolo, Tortona, Rivalta, Casale, Alessandria e dalla Val Lemme.

Non siamo ancora alla grande partecipazione che si è data sul versante piemontese nelle marce popolari di Arquata e da Serravalle ad Arquata, ma probabilmente siamo davanti a qualcosa di ancora più importante. Infatti se sul versante piemontese vi è una storia di lotte e mobilitazioni contro il Terzo Valico ventennale, la stessa cosa non si può dire per la Liguria, dove la crescita del movimento è stata esponenziale negli ultimi mesi grazie all’attivismo dei comitati liguri che hanno lavorato pancia a terra per informare la popolazione sui rischi connessi alla costruzione del Terzo Valico.

Oggi finisce, una volta per sempre, la storiella per cui a protestare contro il Terzo Valico fossero solamente i Piemontesi e anche in Liguria adesso saranno in molti a dover fare i conti con l’affermazione di un movimento che riesce a portare per le strade migliaia di persone.

Chissà se il Sindaco di Genova Marco Doria, quello per cui il Terzo Valico si deve fare senza se e senza ma, sia stato avvisato di questa importante novità e chissà se dentro la sua maggioranza sempre più traballante qualcuno decida da domani di alzare la voce e imporre a tutti di ridiscutere su un’opera inutile dal costo di 6,2 Miliardi a fronte della necessità per il capoluogo ligure di mettere in sicurezza il proprio territorio dal dissesto idrogeologico.

Intanto il Movimento No Tav – Terzo Valico procede con il suo passo, quello di una lotta popolare destinata a durare molto tempo e che si troverà con ogni probabilità a fronteggiare nuovamente, a partire da Gennaio, gli espropri di case, cortili e terreni.

Alla manifestazione è stato affermato con determinazione che anche questa volta troveranno la determinazione di centinaia di donne e uomini a impedire questo atto di arroganza e violenza.

Già a Dicembre, prima delle feste, con ogni probabilità si terrà una nuova grande manifestazione in Valverde e i comitati stanno continuando a promuovere iniziative di informazione delle popolazioni coinvolte dall’opera. Prossimo appuntamento Martedì a Serravalle presso la ex biblioteca di Piazza Carducci per un incontro coi giornalisti Mauro Ravarino e Maurizio Pagliassotti che parleranno di Terzo Valico e interessi economici.

Sempre sul versante piemontese si è invece appreso che è stato presentato il piano definitivo delle cave ed è confermato che a Pozzolo verranno estratti due milioni di metri cubi di ghiaia e ne verranno poi depositati 1,3 milioni col grosso rischio che contengano amianto. Non casualmente adiacente a questa cava sorge il presidio No Tav di Pozzolo. Gli altri Comuni piemontesi interessati sicuramente dalle cave sono quelli di Alessandria, Castelnuovo Bormida, Pontecurone, Sezzadio e Tortona.

Invece ad Arquata Scrivia in località Radimero, dove è prevista la costruzione di un pozzo necessario per la realizzazione del tunnel di valico, sono stati avvistati decine di No Tav intenti a cintare uno dei campi su cui dovrebbe sorgere il pozzo e ad allestire il secondo presidio permanente No Tav – Terzo Valico del basso Piemonte.

In Piemonte e in Liguria sembra proprio che la determinazione con cui ci si stia opponendo al Terzo Valico continui a crescere quotidianamente. Da queste parti nessuno è intenzionato ad arrendersi…

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