Aggiornamenti 01.10.08
Vicenza decide comunque. Il 5 ottobre vota SI’. In 12.000 in piazza dopo la decisione del Consiglio di Stato di bloccare il referendum
Vicenza: il Consiglio di stato boccia la consultazione popolare
È tornata Caterina; l'avevamo conosciuta 10 mesi fa, quando dai manifesti affissi sui muri della nostra città, ci invitava a partecipare numerosi alla manifestazione del 15 dicembre scorso; e così fu: 80 mila persone sfilarono pacificamente per le strade di Vicenza per dar voce al suo grido che, stampato sui colori dell'arcobaleno, rivendicava una città di pace. Per se, per il proprio futuro, per gli abitanti di questa terra, ma anche per coloro che dalle base militari statunitensi vivono lontano, ma ne subiscono comunque le conseguenze.
Si presenta alle grandi occasioni, Caterina; allora la manifestazione indetta per dimostrare che, dopo tanti mesi, il movimento vicentino era ancora in piazza, più determinato che mai a non arrendersi alle imposizioni. Oggi torna per ricordarci che il 5 ottobre abbiamo tutti un impegno importante: c'è la consultazione popolare e i vicentini sono chiamati a confermare la propria contrarietà alla nuova base militare statunitense votando SÌ sulla scheda comunale.
È cresciuta, Caterina, e ora ha i capelli lunghi; c'è chi vorrebbe costringerla a un'infanzia tra soldati e filo spinato. C'è chi vorrebbe imporle la devastazione del territorio vicentino senza che gli abitanti possano esprimere la propria opinione. C'è chi, questa consultazione popolare, sta facendo di tutto per delegittimarla. Fa paura, evidentemente, la democrazia: l'idea che le donne e gli uomini di Vicenza possano dire la propria opinione su ciò che i governi ritengono propria proprietà privata fa imbestialire alcuni al punto che il Presidente regionale Galan, pur di insultare i vicentini, diventa quasi esilerante.
Sono gli stessi che, prima del 17 febbraio 2007, invitarono i vicentini a chiudersi in casa e sbarrare le finestre; quella volta la città gli rispose scendendo in piazza e colorando i balconi con le bandiere arcobaleno e No Dal Molin. Sarà così anche questa volta; non tradiremo i sogni di Caterina: il 5 ottobre voteremo no alla base, SÌ a Vicenza. E continueremo a dire che il futuro è nelle nostre mani.
Per dire no alla base si VOTA SÌ
Zio Sam, rassegnati
Come si vota
Siamo tutti vicentini: mobilitazioni il 4-5 ottobre Appello nazionale | Esprimi il tuo voto online
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Verso il 5 ottobre: tutti gli appuntamenti
Provincia di Vicenza: partecipo anch'io
Diamo i numeri: perchè votare SI
La tabella costi/presunti benefici
Vedi anche:
Costa: il referendum è antidemocratico. L’arroganza non ha confini news
Berlusconi: il referendum popolare sul Dal Molin non s’ha da fare
news
Link
www.nodalmolin.it
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Vicenza: il Consiglio di stato boccia la consultazione popolare
È tornata Caterina; l'avevamo conosciuta 10 mesi fa, quando dai manifesti affissi sui muri della nostra città, ci invitava a partecipare numerosi alla manifestazione del 15 dicembre scorso; e così fu: 80 mila persone sfilarono pacificamente per le strade di Vicenza per dar voce al suo grido che, stampato sui colori dell'arcobaleno, rivendicava una città di pace. Per se, per il proprio futuro, per gli abitanti di questa terra, ma anche per coloro che dalle base militari statunitensi vivono lontano, ma ne subiscono comunque le conseguenze.
Si presenta alle grandi occasioni, Caterina; allora la manifestazione indetta per dimostrare che, dopo tanti mesi, il movimento vicentino era ancora in piazza, più determinato che mai a non arrendersi alle imposizioni. Oggi torna per ricordarci che il 5 ottobre abbiamo tutti un impegno importante: c'è la consultazione popolare e i vicentini sono chiamati a confermare la propria contrarietà alla nuova base militare statunitense votando SÌ sulla scheda comunale.
È cresciuta, Caterina, e ora ha i capelli lunghi; c'è chi vorrebbe costringerla a un'infanzia tra soldati e filo spinato. C'è chi vorrebbe imporle la devastazione del territorio vicentino senza che gli abitanti possano esprimere la propria opinione. C'è chi, questa consultazione popolare, sta facendo di tutto per delegittimarla. Fa paura, evidentemente, la democrazia: l'idea che le donne e gli uomini di Vicenza possano dire la propria opinione su ciò che i governi ritengono propria proprietà privata fa imbestialire alcuni al punto che il Presidente regionale Galan, pur di insultare i vicentini, diventa quasi esilerante.
Sono gli stessi che, prima del 17 febbraio 2007, invitarono i vicentini a chiudersi in casa e sbarrare le finestre; quella volta la città gli rispose scendendo in piazza e colorando i balconi con le bandiere arcobaleno e No Dal Molin. Sarà così anche questa volta; non tradiremo i sogni di Caterina: il 5 ottobre voteremo no alla base, SÌ a Vicenza. E continueremo a dire che il futuro è nelle nostre mani.
Per dire no alla base si VOTA SÌ
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